Bologna. Caffè San Pietro 1928

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Bologna. Caffè San Pietro 1928

Inventario
F35438
Categoria:

Notizie storico artistiche

Inventore
Tirelli Umberto (Modena, 1871 - Bologna, 1954)
Disegnatore
Tirelli Umberto
Luogo e anno di edizione
Bologna, 1928
Tecnica e supporto
Stampa a colori
Misure foglio (in mm)
482x601
Misure immagine (in mm)
301x395
Fondo/Raggruppamento
Notizie storico critiche
L'immagine ritrae il noto Caffè San Pietro, uno dei luoghi di ritrovo più celebri per gli artisti, gli scrittori e i politici della Bologna dei primi del Novecento. Il Caffè San Pietro si trovava tra via Altabella e via Indipendenza. Il dipinto (olio su cartone, collezione privata), da cui è desunta la stampa, è stato recentemente esposto alla mostra "Sculture da ridere" (A. Panzetta, Sculture da ridere, cat. p. 69) col titolo Caffè Nazionale di Bologna.

Figura tra le più originali dell'ambiente artistico-letterario modenese degli anni della Belle Epoque, formatosi presso il Liceo San Carlo di Modena, fin da giovanissimo Tirelli si confronta con la realtà del suo tempo, di cui offre uno spaccato ironico attraverso l'editoria, creando dei “numeri unici” in cui agli articoli affianca le prime caricature. Nel 1896 entra nella redazione del giornale satirico “Il Marchese Colombi”, fondato da Alfredo Testoni. Tra le riviste satiriche modenesi di quegli anni con cui collabora, quella che più si impone rimane “Il Duca Borso”, il più popolare giornale satirico-umoristico da lui stesso fondato. Caratterizzato da una veste grafica innovativa, dalla presenza di tavole a colori di grande formato e per l’originale tipo di impaginazione, la partecipazione di Tirelli alla testata si conclude nel 1908, in seguito al trasferimento dell’artista a Bologna. Nel capoluogo emiliano Tirelli entra in contatto con l’ambiente delle riviste satiriche locali tra cui “Il Fittone” (1909) e “Il Giornale delle Beffe”, fino a crearne una ex novo: “Il Punto” (1913) dove lavora a fianco di Augusto Majani. In piena Grande Guerra, con l'amico editore Angelo Fortunato Formiggini pubblica “I protagonisti” (1917), una cartella contenente le sferzanti caricature di tutti i Reali e i capi di stato coinvolti nel conflitto, vincitrice nel 1918 del primo premio al “Concorso Internazionale di Caricatura” di Londra. Mantenendo inalterato il suo pungente sguardo sulla realtà, nei primi Anni Venti concepisce una forma di teatro dei burattini unica nel suo genere: burattini caricaturali di grandi dimensioni aventi come soggetti i maggiori personaggi del jet-set italiano del tempo, dalla politica alla cultura, alla religione allo spettacolo. Agli anni Trenta-primi Quaranta appartengono creazioni di pubblicità, carri allegorici e vignette caricaturali sulle pagine del “Resto del Carlino” all'interno di apposite rubriche.