Budrio (BO), Casa del Fascio

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Budrio (BO), Casa del Fascio

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Inventario
BRI / BO PROVINCIA 148
Autore
Categoria:

Notizie storico artistiche

Luogo della ripresa
Budrio (BO)
Luogo e anno di edizione
Milano, s.d.
Data della ripresa
Anni Trenta sec. XX°
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
cartolina postale
Orientamento
orizzontale
Misure immagine (in cm; hxb)
10,5x15
Indicazione di colore
b/n
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Budrio (BO), Casa del Fascio
Note
Le origini di Budrio sono antiche. Molto probabilmente fondata dagli Umbri, fu abitata dai Romani, come dimostra il territorio comunale oggetto della cosiddetta "centuriazione", la cui struttura regolare, a linee rette e perpendicolari è ancora ben visibile. La Budrio moderna risale molto probabilmente al X-XI secolo. Nel secolo XIV il cardinale Egidio Albornoz volle poi erigere un castello e imponenti mura: di questi rimangono due torrioni e un tratto nelle vicinanze di Piazza Matteotti. Ovviamente legato alle vicende storiche della vicina Bologna, il paese fece parte dello Stato Pontificio fino alla costituzione in municipio del Regno d'Italia. Budrio è ancora oggi un paese che cura e mantiene vivo un rapporto intenso con le proprie tradizioni, pur essendo caratterizzato anche da un notevole dinamismo economico e sociale.
La località è conosciuta in tutto il mondo per la sua "ocarina", strumento musicale creato dal budriese Giuseppe Donati nel 1853. La cartolina riproduce Palazzo Medosi Fracassati, in via Marconi. Tale edificio, ora sede dell'INPS, si trova in via Marconi. Durante il ventennio fascista fu appunto sede della Casa del Fascio; al termine della Seconda Guerra Mondiale, il tornò ad ospitare la Casa del Popolo e la Cooperativa di Consumo oltre a divenire sede della Scuola di Avviamento Agrario “Alfonso Torreggiani” e del biennio della Scuola Agraria. Il nome del palazzo ricorda l'antica proprietà, nata dall'unione di due famiglie rivali tra loro fin dai tempi antichi. I Medosi erano schierati con la compagine guelfa, e i Fracassati con quella ghibellina. Lo scontro, tramandato a livello ereditario, si inasprì nel corso dei secoli fino a che tutto fu sopito da un matrimonio e nacque la nuova casata con doppio cognome.