La Crocifissione

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La Crocifissione

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Inventario
4885
Categoria:

Notizie storico artistiche

Inventore
Tintoretto Jacopo
Disegnatore
Carracci Agostino
Luogo e anno di edizione
Venezia 1589
Tecnica e supporto
Bulino
Misure immagine (in mm)
518 x 1197
Iscrizioni incise
verso: CRB 4885 su tutti i fogli e marca della Cassa di Risparmio di Bologna con all'interno scritto 233 ca cancellato, nel foglio a destra sul verso vi sono alcuni numeri: scritti con antica grafia : 156, 10 e poi con grafia moderna 303
Notizie storico critiche
Questa grandissima incisione composta da tre fogli, che deriva dalla Crocifissione dipinta da Tintoretto nel 1565 per la Scuola Grande di San Rocco, fu una delle più complesse e rinomate realizzazioni di Agostino Carracci. I biografi (Boschini e Bellori) raccontano che Tintoretto rimase così colpito da questa incisione da ritenerla equivalente all'originale e il suo apprezzamento fu tale che decise di fare da padrino di battesimo ad Antonio, figlio di Agostino. Secondo il Boschini il successo della stampa indusse a tirarne così tanti esemplari che le lastre cominciarono ben presto a rovinarsi tanto da indurre un certo Daniel Nis, che le acquistò e se le portò nelle Fiandre, a farle dorare per renderle più resistenti. De Grazia avanza alcune perplessità in proposito, segnalando che Andresen, ancora a fine Ottocento, riferendo dell'esistenza delle lastre non parla della loro doratura (Andresen, I, 1870, p. 239, n. 4). La Cristofori infine riporta che Zani segnalando che il rame, non indorato, era conservato presso Giuseppe Longhi (stampatore di Bologna attivo dal 1650 al 1691) negava la veridicità della notizia riportata da Boschini in merito all'acquisto e al trasporto delle lastre nelle Fiandre ad opera di Daniel Nis (P. Zani, Enciclopedia Metodica (Carracci Agostino pittore e incisore), ms., fasc. 1). La critica ha lungamente discusso sulla corretta lettura della data di esecuzione della stampa, oscillando tra il 1582 e il 1589, oggi si ritiene che la data di esecuzione sia 1589, anche e soprattutto in ragione della complessità della tecnica e dello stile raggiunto da Agostino. L'intaglio a bulino, che varia in sintonia col variare degli effetti luministici della tela di Tintoretto, è infatti estremamente raffinato e denota una maturità tecnica che Agostino non possedeva ancora all'epoca del suo primo viaggio a Venezia nel 1582. In merito alle copie si evidenzia, come già rilevato da Cristofori che la descrizione che Diane De Grazia fa delle copie 1 e 3 presenta una confusione ripresa poi da Bohn. La copia 1 (segnalata agli Uffizi) che la studiosa ipotizza essere quella descritta da Boschini come eseguita da Valesio, in controparte e con lunga dedica di cui non si riporta la trascrizione, non spetta a Valesio che incise una copia nello stesso verso di Agostino, e sarebbe per Cristofori il primo stato della copia inventariata da De Grazia come III che spetterebbe a Francois Ragote e che la Cristofori inventaria come copia 2 (con l'excudit ad opera di Mariette). L'esemplare in esame in cui compare la scritta: Augu. Car.Fe. Jacobus Tinctoretus Inventor Cum privilegio Senatus veneti per annos 15.; Venetis Donati Ruscichotti Formis, è il secondo stato della Crocifissione di Agostino Carracci. Dal catalogo Fasella risulta che l'incisione era valutata £ 600. L'ultimo foglio che compone l'incisione risulta molto più abraso, come se la stampa fosse composta da tre fogli di tirature differenti. STATI: S1. Incisione a bulino in tre fogli. mm. 518 x 1197 (lastra). Foglio di sinistra lungo il margine a sinistra: AUG. CAR. FE, in basso lungo il margine dedica a Ferdinando de Medici: Ill.mo et R.mo Card. ac Ser.mo Magno/Aethrusiae Duci. DD. FERDINANDO/MEDICI seguito a una lunga iscrizione: Cum Jacobus Tinctoretus...in basso a destra: Augustinus Carratius. Foglio centrale non finito: sulla bandiera nello sfondo è scritto RR. e non SPQR parti non terminate specialmente nel gruppo col ladrone a destra, ombreggiature incomplete. Foglio destro: in basso a destra lungo il margine: Venetijs Donati Rascichotti formis/1589. A destra nel margine: Ille caput...et astra Poli. (London 1857.5.9.28 abc) S2. Foglio sinistro e destro come nel I stato, foglio centrale in basso lungo il margine sinistro: Jacobus Tinctoretus Inventor/Cum privilegio Senatus Veneti per annos. 15, in basso lungo il margine un verso che inizia con : Aspice Peccator . COPIE: C1. S1. Aegidius Sadeler II(1568 - 1629). Incisione a bulino in controparte. mm. 500 x 1185. In basso lungo il margine: Ille caput praebat spinis, ac terga flagellis, Atque latus ferro cunctacque membra cruci:...Cum Iacobus Tinctoretus venetus Pictor celeberrimus aedem sodalitatis.../Iacobus Tinctoretus Inventor. Marco Sadeler excudit (1600 - 1660). (copia C2 per De Grazia, copia C2 S2 per Bohn). Copia menzionata dal Boschini e attribuzione confermata da Anton Maria Zanetti e Zani che segnalarono le differenze: Giuseppe d'Arimatea in ginocchio con le mani incrociate affianco alla Madonna nell'originale ha i calzoni, nella copia di Sadeler ha un manto.(Parma n.1828) De Grazia e Bohn ne indicano un altro stato: C1.S2. con l'aggiunta in basso a sinistra del foglio centrale della scritta Jacobus Tinctoretus inventor. (Milano 11076, Parigi) C2.S1. Francois Ragot (attivo 1636 - 1670). Incisione a bulino in controparte. mm. 505 x 1198. INRI (con la N rovesciata). in basso lungo il margine dedica a Ferdinando de Medici: Ill.mo et R.mo Card. ac Ser.mo Magno/Aethrusiae Duci. DD. FERDINANDO/MEDICI seguito a una lunga iscrizione: Cum Jacobus Tinctoretus Venetus Pictor celeberrimus ...Seruus Augustinus Carracius... questo stato è stato segnalato da Zani ma pe rora non reperito assieme al terzo. (Firenze GDSTU 2926?) C2. S2. con aggiunta: Paris: chez P. Mariette rue s. Iaques à l'Esperance, (De Grazia copia 1 e 3 e Bohn copia 1 secondo stato) (Parma n. 1827, copia repertoriata da Andresen?). C2.S3. con l'aggiunta sotto la punta del manto della Vergine del marchio di stampa "A Paris chez J.S. Chereau rue S.t Jacques au Coq. C3.S1. Francesco Valesio (ca. 1570 dopo il 1640). (per De Grazia Copia 1, Bohn C1 S1). Incisione a bulino nello stesso senso dell'originale. mm. 496 x 1192. INRI SPQR/Franciscus Valegius fecit, Jacobus Tinctoretus inventor - ..in basso lungo l margine dedica: Per illustri.A. - R.mo Patrono & Domino/Venerab. Sacri. Viri. Hieron. Melchioris - D. Fuscae Venet.../Franciscus Valesius...; in Venezia Stefano Scolari. Pubblicato alla meta del XVII da Stefano Scolari stampatore di origine bresciana attivo a Verona e poi a Venezia dal 1644 al 1687. C3.S2. L'excudit dello Scolari è stato cancellato, al suo posto: In Venetia per Dom.o Louisa a Rialto. Domenico Lovisa stampatore veneziano con bottega al ponte di Rialto Regiio Emilia Biblioteca Panizzi) C3.S3.In questo III stato l'excudit dello Scolari e del Lovisa è stato cancellato e nel foglio di destra resta visibile l'abrasione e al suo posto si legge: Patauij: apud Tor...inoltre la scritta SPQR sulla bandiera manca della R. (Parma 1506) C4. Elias Hainzelmann ((1640 - 1693). Incisione a bulino. mm. 332 x 673. INRI, SPQR, in alto a sinistra: LXXXV. In basso lungo il margine: Jacob Tinctoretus pinx. Elias Hainzelmann SC. Aug. Vind. - Aug.Vind. : Sen: Iohan Daniel Herz excudit 17 (noto il solo esemplare di Parma n 1829)
Bibliografia
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Note
L'opera è incorniciata