Le tre religioni

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Le tre religioni

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Notizie storico artistiche

Datazione
Tecnica e supporto
Olio su tela
Misure (in cm)
234x145
Notizie storico critiche
Realizzata dopo il periodo modenese, l'allegoria fu commissionata al pittore da Severino Bonora grande mecenate nella Bologna dell’epoca la cui collezione d'opere d'arte era paragonabile ad un moderno museo. E' il pedant di un altro dipinto raffigurante le Tre arti, entrambi di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna (n. inv. 133).

Soggetto o iconografia
Su una sfera, il globo terrestre, sono in piedi tre giovani donne raffiguranti le religioni ortodossa, ebraica e musulmana delle quali portano i simboli. Al di sopra delle tre figure se ne trova un'altra, presumibilmente la Fede. Sullo sfondo azzuro si staglia un arcobaleno
Bibliografia
F. Varignana, Le collezioni d'arte della Cassa di Risparmio in Bologna - I DIPINTI, Bologna, 1972, p. 418; M. Bini, Alessandro Guardassoni 1819-1888 nel centenario della morte, Bologna, 1989,p. 86; A. Zacchi, Alessandro Guardassoni (Bologna 1819-1888). Disegni bozzetti dipinti e altre cose, Bologna 1997; A. Zacchi, Il bolognese Alessandro Guardassoni tra purismo malatestiano e nuove sperimentazioni, in: Luoghi di Adeodato Malatesta. Inediti contributi su un pittore ottocentesco, a cura di R. Ariuli, Ferrara, 1999, pp. 97-103; Bologna Arte Antiquaria, Bologna, 2002; M. Minozzi, in: Le Collezioni d'Arte della Cassa di Risparmio in Bologna e della Banca Popolare dell'Adriatico, a cura di A. Coliva, Milano, 2005, p. 192. C. Poppi, Alessandro Guardassoni: l'avanguardia impossibile, Bologna, 2006, p. 32; 1819-1888: Alessandro Guardassoni - Un pittore bolognese tra Romanticismo e devozione, (a cura di) S. Battistini, C. Collina, Bologna 2019, p. 78;
Mostre
Arte Restauro (Ferrara 2001); Oriente a Palazzo (Bologna, 2003); Alessandro Guardassoni: l'avanguardia impossibile (Bologna, 2006); 1819-1888: Alessandro Guardassoni - Un pittore bolognese tra Romanticismo e devozione (Bologna, 2019);
Note
Nel numero di "Aperto" del 2019, Antonella Mampieri avanza l'ipotesi di attribuirlo a Ippolito Bonaveri.