Levizzano Rangone (Mo): il castello

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Levizzano Rangone (Mo): il castello

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Inventario
TEST. / VEDUTE 3

Notizie storico artistiche

Luogo della ripresa
Levizzano Rangone (Mo)
Data della ripresa
1892-1895
Oggetto
Positivo
Materia e tecnica
positivo b/n incollato su cartone
Orientamento
verticale
Misure immagine (in cm; hxb)
17x23
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
Nella parte inferiore del recto si leggono il nome della località (Livizzano) e quello del fotografo (P. Orlandini e Figlio, Modena). Nell'angolo inferiore destro del cartone di supporto è invece stato apposto il nome del laboratorio di Alessandro Cassarini. Sul verso compaiono la scritta in corsivo "Livizzano" e la numerazione 26/251.
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Levizzano Rangone (Mo): il castello
Bibliografia
1) Giuseppina Benessati, Angela Tromellini, Fotografia & Fotografi a Bologna, 1839-1900, Casalecchio di Reno, Grafis, 1992; 2) "Cent'anni fa Bologna. Angoli e ricordi della città nella raccolta fotografica 'Belluzzi'", a cura di Otello Sangiorgi e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Costa editore, 2000; 3) www.archiviostorico.unibo.it; 4) "Le torri salvate" a cura di Marina Foschi, Paola Monari, Giuseppina Muzzarelli in "IBC" X, 2002, 1; 5) www.storiaememoriadibologna.it; 6) "Castelli, Rocche e Roccie storiche : vedute dell'Appennino, Paesaggi alpini, Cadore e Monti bellunesi" fotografie del cav. Alessandro Cassarini, S.l. : s.d. [1900?] (Bologna : Tip. Zamorani e Albertazzi)

Note
Questa fotografia fa parte di un piccolo nucleo di n. 12 grandi positivi simili tra loro conservati nell'archivio privato di Alfredo Testoni (Bologna, 1856-1931). L'autore di undici di questi è Alessandro Cassarini (Bologna, 1847- Castelfranco Emilia, 1929). Alpinista e fotografo, era fratello dell'allora più noto Clodoveo: entrambi appartenevano alla ricca famiglia bolognese che possedeva l'omonimo importante stabilimento chimico-farmaceutico in cui venivano prodotte le polveri antiepilettiche note per l'appunto come "Cassarine". Alessandro si dedicò dunque alla fotografia dopo essere entrato a far parte della sezione bolognese del Club Alpino Italiano. Affinata la tecnica, fece conoscere le sue riprese durante alcune delle più importanti Esposizioni Nazionali e, ovviamente, nel corso della grande Esposizione Emiliana di Bologna nel 1888. Nel frattempo, con l'Unità d'Italia, il neonato Ministero della Pubblica Istruzione - Direzione Generale di Antichità e Belle Arti si trovò nella necessità di gestire l'immenso patrimonio artistico del Paese e la sua salvaguardia. Furono dunque nominati dei Delegati Regionali che ricevettero l'incarico di compilare un elenco provvisorio dei monumenti sulla base delle ricognizioni del territorio. Nel 1891 furono istituiti gli Uffici Regionali per la Conservazione dei Monumenti che avevano il compito di tutelare gli edifici di interesse artistico e di aggiornare gli elenchi di cui sopra: erano gli antenati di quelle che sono le attuali Soprintendenze. Corrado Ricci (Ravenna,1858 – Roma,1934) fu uno dei primi soprintendenti in Emilia Romagna. Figlio dello scenografo e fotografo Luigi, riteneva la fotografia lo strumento forse più valido per la conoscenza e il confronto delle opere d'arte e, stabilitosi a Bologna nel 1892, conobbe Alessandro Cassarini. Con lui avviò una vera e propria campagna fotografica sui castelli del Montefeltro, della Repubblica di San Marino e dell'intera Emilia-Romagna. Il tutto nell'ottica del "revival" medievale guidata nel capoluogo emiliano da Alfonso Rubbiani. Tale ricognizione durò circa tre anni, fino al 1895. Nel 1901 fu realizzato un catalogo a stampa di tutta l'opera di Alessandro Cassarini corredata dai testi di Corrado Ricci. Il valore di tali riprese fu sempre più confermato nel tempo, tanto che fino al 1940 le fotografie venivano ancora regolarmente riprodotte per le soprintendenze a documentazione dell'architettura fortificata. Purtroppo, dopo la morte di Cassarini, il suo preziosissimo archivio fu disperso e il suo nome praticamente dimenticato. Il piccolo nucleo presente nelle Collezioni d'Arte e di Storia della Fondazione Carisbo si dimostra dunque ancor più prezioso. Non si conosce con esattezza il motivo per cui Testoni fosse in possesso di tali positivi. Questa fotografia è l'unica che reca la firma di un diverso fotografo. Come si legge sul recto, infatti, la ripresa fu eseguita da Orlandini di Modena. Il soggetto è il castello di Levizzano Rangone, frazione del comune di Castelvetro. Il primo nucleo del castello risale alla fine del IX secolo, quando si presentava come un semplice insediamento fortificato.
La struttura consisteva in una cinta muraria, al centro della quale era posta la cosiddetta Torre Matildica, mentre nella zona sud era presente una cappella dedicata ai SS. Adalberto ed Antonino, ora sconsacrata.
Dal XII° secolo l'intero complesso fu ampliato; in particolare, adiacente alla torre posta a protezione dell’ingresso, venne eretto il Palazzo feudale, poi destinato ad essere ingrandito attraverso vari interventi successivi. Tale edificio avrebbe preso il posto della Torre Matildica come dimora del Signore.
Intorno al XVI° secolo il castello assunse sempre di più un aspetto residenziale, tanto che alcuni ambienti, le cosiddette “Stanze dei Vescovi”, vennero arricchite con un ciclo di affreschi.
Nel 2007 l'intero complesso è stato sottoposto ad importanti lavori di restauro, che hanno consentito il pieno recupero e hanno permesso di trasformare gli spazi in ambienti perfettamente funzionali per poter ospitare mostre, attività culturali, convegni, seminari, ricevimenti ed attività di ristorazione.