Spellato

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Spellato

Notizie storico artistiche

Inventore
Lelli Ercole (Bologna 1702-1766)
Luogo e anno di edizione
Bologna 1781
Tecnica e supporto
Acquaforte
Misure foglio (in mm)
181 x 57
Notizie storico critiche
Le due grandi stampe, raffiguranti due figure anatomiche maschili, l’una vista di fronte e l’altra da tergo, con tutta la muscolatura in evidenza, sono state donate nel 2012 al Museo della Storia di Bologna dalla signora Maria Luisa Fuzzi, legata da antica parentela alla famiglia di Ercole Lelli. Incise all’acquaforte da Antonio Cattani (Piacenza op. dal 1775al 1800) nel 1781, sono composte da cinque fogli di carta reale giuntati tra loro. Il disegno degli “spellati” fu tratto, come indica l’iscrizione a lettere cubitali in testa alle incisioni stesse, direttamente dalle due celebri statue lignee realizzate da Ercole Lelli (Bologna 1702-1766) per sorreggere il baldacchino della cattedra posta nel Teatro Anatomico dell’Archiginnasio . La cattedra, destinata al lettore di anatomia, costituiva il punto focale della sala, progettata tra il 1637 e il 1649 dal carpentiere, architetto e scultore Antonio Paolucci, detto il Levanti. L’intero apparato decorativo, fortemente scenografico, era formato da due ordini di statue in legno di cedro raffiguranti in basso dodici illustri medici antichi e moderni, e in alto venti importanti anatomisti dello Studio bolognese, oltre a quelle di un uomo e una dona spellati che reggevano il baldacchino sopra la cattedra . Fu al momento del restauro del Teatro, commissionato tra 1733-34 dai diciannove componenti dell’Assemblea della Gabella Grossa, che molte delle originali statue in legno di Antonio Levanti, danneggiate dal tempo, vennero sostituite con altre realizzate dall’intagliatore lucchese Domenico Silvestro Giannotti. In tale occasione Ercole Lelli, che aveva da poco raggiunto una certa notorietà, si offerse di realizzare gratuitamente i due spellati in legno di tiglio, ritenuto più duraturo. Artista dalla personalità eclettica, Lelli si cimentò in molteplici discipline, dalla pittura alla scultura, dall’incisione fino alla ceroplastica, campo questo in cui ottenne i migliori e più duraturi risultati. Figlio di Domenico Maria, tra i più valenti e rinomati armaioli archibugieri del tempo, ancora ragazzo iniziò a lavorare nell'officina paterna. Ben presto la sua naturale inclinazione al disegno lo avvicinò alla pittura, fu così che, dopo aver tentato invano di entrare nella scuola di Giovan Gioseffo Dal Sole, fu preso a studiare da Giovan Pietro Zanotti. Fu questi a orientare i suoi interessi, oltre che verso la pittura, agli studi anatomici. Nel 1734, in seguito alla realizzazione dei due spellati, Lelli raggiunse una meritata fama che lo avviò un’intensa e remunerativa carriera nelle istituzioni pubbliche. La sua attività istituzionale fu intimamente legata alla figura e alla politica culturale del cardinale bolognese Lambertini, divenuto papa col nome di Benedetto XIV nel 1740. Quando nel 1742, per volere del papa, venne istituita a Palazzo Poggi la “Camera della Notomia” dell’Istituto delle Scienze per il perfezionamento dell'attività artistica, Lelli fu aggregato tra gli accademici clementini, nominato "direttore di figura", e il suo nome fu proposto da Benedetto XIV per la realizzazione di tutti i preparati in cera che egli terminò nel 1751. Per più di dieci anni le sue idee riformatrici contribuirono al rinnovamento dell’Accademia Clementina, ma, nel 1758, in seguito alla morte di Benedetto XIV, suo protettore, la sua fama cominciò a vacillare e le sue attività calarono sensibilmente. Successivamente egli si dedicò soprattutto all'insegnamento di anatomia artistica e alla stesura di un Compendio anatomico per uso dell’arte del disegno destinato all’istruzione degli artisti e illustrato da tavole di Carlo Pisarri. Purtroppo alla sua morte il testo constava solamente di cinque pagine con relative didascalie che vennero raccolte e pubblicate in una data imprecisata, ma comunque prima del 1786 a cura dell’Istituto dell’Accademia delle Scienze dal tipografo bassanese Antonio Suntach (Bassano 1744 – 1828), col titolo Anatomia esterna del corpo umano per uso dei pittori e scultori, delineata e incisa da Ercole Lelli”. Esaurita rapidamente la prima edizione, l’Accademia ne fece fare una seconda presso la tipografia bolognese degli incisori Antonio Cattani (Piacenza, attivo tra il 1775 e il 1800) e Antonio Nerozzi (operante a Bologna tra XVIII –XIX sec), composto di undici carte e corredato da cinque tavole incise. E’ probabile che in seguito all’apprezzamento riscosso dal piccolo manuale anatomico che era stato necessario ristampare per ben due volte, Cattani decidesse sfruttare la celebrità raggiunta come “notomista” da Ercole Lelli e di riprodurre in incisione anche i due grandi spellati realizzati per il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio, sicuro dell’immancabile successo che l’impresa avrebbe avuto presso gli studenti dell’Accademia Clementina, di quella delle Scienze e non solo.











Bibliografia
B. Basevi, in Antico e Moderno, Bologna 2014, pp. 496-497; V. Roncuzzi (a cura di), Le regole del corpo. Norma e arbitrio. Dalla tradizione di studio nell'Accademia di Belle Arti di Bologna ai linguaggi contemporanei della video arte e della performance, Bologna 2016, pp.86-88.
Mostre
Antico e Moderno, (Bologna 2014); Le regole del corpo. Norma e arbitrio. Dalla tradizione di studio nell'Accademia di Belle Arti di Bologna ai linguaggi contemporanei della video arte e della performance, (Bologna 2016),