Venere o Galatea portata dai delfini

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Venere o Galatea portata dai delfini

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Inventario
4764
Categoria:

Notizie storico artistiche

Inventore
Carracci Agostino
Disegnatore
Carracci Agostino
Luogo e anno di edizione
circa 1590 - 1595
Tecnica e supporto
Bulino
Notizie storico critiche
L'incisione faceva parte delle tredici stampe di soggetto biblico e mitologico che costituivano il gruppo delle cosiddette Lascivie, perché aventi in comune la presenza di nudi maschili e femminili, anche se non strettamente erotici. Al gruppo originario, di tredici incisioni, gli studiosi hanno di volta in volta aggiunto altre due di soggetto erotico ma di dimensioni maggiori: il Satiro scandagliatore e Ogni cosa vince l'oro. Tutti e quindici gli esemplari, sia quelli di soggetto mitologico che biblico hanno in comune la finalità erotica, ma non è ancora chiaro se Agostino li avesse progettati come una serie. De Grazia individua come termine ante quel il 1594-95 anno del viaggio d Agostino a Roma in cui le sue figure, influenzate dalla statuaria classica romana, si fanno più piene e plastiche, mentre il termine post quem sarebbe rappresentato dalla salita al soglio pontificio di Clemente VIII (1592 - 1605) che, in collera per la circolazione di queste stampe erotiche, biasimò Agostino e dichiarò inaccettabile la vista delle incisioni per la gente timorata di Dio. L'inizio dell'esecuzione si deve quindi collocare, secondo la De Grazia attorno al 1590 - 92 e il 1595, mentre Babette Bohn propende per una data leggermente più avanzata, attorno al 1594 - 97, in forza di alcune analogie trai i nudi di Agostino e quelli di Annibale a Galleria Farnese. Secondo Babette Bohn la presenza degli amoretti attorno alla dea suggerisce la sua identificazione con Venere. I due delfini, la conchiglia e il drappeggio sorretto dalla Dea derivano dal Trionfo di Galatea affrescato da Raffaello alla Farnesina, ed è probabile che Agostino li desumesse dall'incisione che ne trasse Marcantonio Raimondi. L'esemplare è stato giustamente repertoriato come originale di Agostino dalla Bohn (The Illustrated Bartsch, Italian Master of the sixteenth century, Agostino Carracci. By Babette Bohn. New York, 1995, 39 (1 Comm.), p. 325, n. 3901.203) assieme al'incisione 4764 . DISEGNI: 1. Matita rossa segnalato da A. Bartsch nella collezione del Principe di Ligne (A. Bartsch , La collection des desseins originaux...qui faisoient partie du Cabinet du feu Prince Charles de Ligne, Vienna 1794, p. 90) oggi all'Albertina di Vienna (Inv. 2110, mm 180 x 125 in V. Birke, J. Kertesz, Die Italienischen Zichnungen del Albertina, Vol IV, Inventar 14326 - 42255 , Vienna 1997 p. 2049) 2. Matita rossa , segnalato da A. Bartsch nella Galleria Gaburri di Firenze nel 1722. COPIE: C1. Anonimo. Mezzotinto(?) in controparte. misure sconosciute. Citata da Dunand con scritto Galatea Carati inv. C2. Anonimo. Incisione a bulino in controparte. mm. 150 x 12 (Berlino Boston Brema, Dresda, New York, Oxford, Parma, Vienna) C3. Auguste Péquegnot (1819 - 18789 acquatinta. mm. 160 x 118. Sul margine a sinistra: Pierron. Imp. Montfaucon 1, al centro: A. Carrache; alla destra Pequegnot sc. (Parigi) C4. Anonimo. Incisione a bulino in controparte. mm 147 x 104. Senza nuvole (San Francisco, Vienna) C5. Anonimo. Incisione a bulino in controparte. mm. 148 x 105 (Bassano, Parma) C6. Anonimo. Incisione a bulino in controparte. mm. 161 x 119 (Berlino, Brema) C7. Anonimo XVIII secolo. Acquaforte in controparte 185 x 122. Sul margine: Venus sur les eaux, in basso a sinistra Aug. Carrache Pinx. (Pubblicata da Bouchard e Gravier 1786) C8. Anonimo. Bulino in controparte mm. 147 x 106 In basso al centro Venetius Donati Rascicotti formis. Della stessa mano della copia 4 di Susanna e i vecchioni (Coburg) sino a qui le copie repertoriate da Babette Bohn cui si vengono ora ad aggiungere: *C9. Anonimo. Acquaforte. mm 150 x 105.(immagine) Annib. Car. inv., palese tentativo di falsificazione della paternità dell'invenzione (Bologna FCRB 4766) *C10. Anonimo. Xilografia. mm 158 x 111 (Bologna FCRB 4765) *C11. Giuseppe Arioli (Correggio ..) 1804. Acquaforte?. mm 192 x 140. sotto il margine scritta: Agostino Caracci inv./Giuseppe Arioli da Correggio dis e inc. 1804/III/Galatea (Bologna FCRB 4875)
Soggetto o iconografia
Venere accompagnata da tre amorini è portata in trionfo sul mare da due delfini
Bibliografia
C. C. Malvasia, La Felsina Pittrice, 1678, ed cons. 1841, I, p.81, 293 M. Oretti, Notizie dei Professori del disegno, cioè dei pittori, scultori ed architetti bolognesi e de' forestieri di quella scuola, Bologna Biblioteca dell'Archiginnasio, ms, senza data B. 125 III,pp. 820 G. Gori Gandellini, Notizia istoriche degl'intagliatori. Opera di Gio. Gori Gandellini Sanese. Siena, presso Vincenzo Pazzini Carli e figli, 1771, p. 237 Heinecken, Dictionnaire des artistes, dont nous avons des estampes, avec une notice détaillèes de leurs aovrages gravé. Tome troisieme contenent les lettres Bla-Caz. A. Leipzig, chez Jean Gottlob Immanuel Breitkopf, 1789, p.638, n. 3 M. Huber, Manuel des curieux et des amateurs de l'art contenant une notice abregée des principaux graveurs, et un catalogue raisonné de leurs meilleurs ouvrages...les artistes rangé par ordre chronologique, et divisés par Ecole. Tome troisième renfermant l'ecole Italienne, Zuric 1800,, p.245, n. 29-3 J.P. Baverel F. Malpé, Notices sur les graveurs qui nous ont laissé des estampes marquées de monogrammes, chiffres, rébus...avec une description de leurs plus beaux ouvrages , Besancon 1807, p. 161. L. De Angelis, Notizie degli intagliatori con osservazioni critiche raccolte da vari scrittori ed aggiunte a Giovanni Gori Gandellini dal padre maestro Luigi De Angelis, Tomo settimo del proseguimento dell'opera fino ai nostri giorni, Siena 1810, p. 315, n. XXIX, XLV ,(3) A. Bartsch, Le Peintre Graveur, Vienne 1818, XVIII vol., pp. 108, 129 E. E. Joubert, Manuel de l'amateur d'estampes , faisant suite au Manuel du libraire et dans lequel on trouvera , depuis l'origines de la gravure..., Paris 1821, I vol., pp. 345, n. 3 A. Bolognini Amorini, Vite dei pittori bolognesi, Bologna 1843, pt. IV, p. 57 F. S. Vallardi, Manuale del raccoglitore e del negoziante di stampe contenente le stampe antiche e moderne più ricercate per qualche pregio....aggiuntevi alcune osservazioni sull'opera la Classiche stampe del dott. G. Ferrario e su varj altri autori ed una notizia intorno all'origine della litografia, Milano 1843, p. 51. Ch. Le Blanc, Manuel de l'amateur d'estampes, contenant ..Tom. I, 1854, p. 602, n. 112 L. Dunand, A propos d'une estampes rare du Musée des Beaux Arts de Lyon appartenant à la suite du "Lascivi" d'Augustin Carrache, in "Bullettin des Musées Lyonnais", 1957, p. 129 M. Calvesi, V. Casale, Le incisioni dei Carracci, Roma,1965, p. 42, n. 140 G. Gaeta Bertelà (a cura di), Pinacoteca Nazionale d i Bologna. Gabinetto disegni e stampe. Incisioi bolognesi ed emiliani del sec. XVII., Bologna 1973, n. 239 The Illustrated Bartsch, Italian Master of the sixteenth century. Edited by Diane De Grazia Bohlin, New York 1980, p. 171, n. 129(108) D. De Grazia, le stampe dei Carracci con i disegni , le incisioni, le copie e i dipinti connessi. catalogo Critico. edizione italiana riveduta e aumentata tradotta e curata da Antonio Boschetto. Bologna 1984 (National Gallery of art; Washington; Pinacoteca Nazionale, Bologna, p. 172, n. 181 (208) The Illustrated Bartsch, Italian Master of the sixteenth century, Agostino Carracci. By babette Bohn. New York, 1995, 39 (1 Comm.), p. 325, n. 3901.203 R. Cristofori, Agostino Annibale e Ludovico Carracci, Le stampe della Biblioteca palatina di Parma, Bologna 2005, pp. 259-261, n. 152 - 152 c