Il progetto Digital Humanities


Digital Humanities è un progetto della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna in collaborazione con Genus Bononiae - Musei della Città. Il progetto, avviato nella seconda metà del 2019, è finalizzato a valorizzare e a rendere fruibile ai cittadini e alla comunità degli studiosi il patrimonio archivistico, documentario e artistico della Fondazione, mediante la progressiva messa in rete di fondi e raccolte particolarmente significativi, digitalizzati e corredati da inventari e altri strumenti di ricerca.
Il progetto, affidato per il coordinamento a Pierangelo Bellettini, è seguito da Alessandro Jacchia per Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da Benedetta Basevi e Mirko Nottoli per Genus Bononiae. Si avvale della supervisione della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Emilia-Romagna per il riordino e la catalogazione dei fondi librari e documentari, e della collaborazione con l’Università di Bologna, in particolare della consulenza del Digital Humanities Advanced Research Center (DH.ARC) nella figura della professoressa Francesca Tomasi per la relativa digitalizzazione. La digitalizzazione e la cura dei dati sono affidate a borsisti di ricerca del Dipartimento FICLIT dell'Università di Bologna (dal 2020 al 2022: Amanda Culoma, Margherita Donelli, Lucia Giagnolini, Katarina Lučić). Le borse di ricerca sono finanziate dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.

L’applicazione web

Lo sviluppo dell’applicazione web Digital Humanities Fondazione Carisbo e del software di gestione della piattaforma è affidato a Inkode soc. coop. Le collezioni sono organizzate in categorie e sottocategorie. Le opere digitalizzate sono consultabili sia nella versione sfogliabile sia come singole immagini, con possibilità di zoom. La funzione “cerca”, oltre alla ricerca standard, permette di circoscrivere la ricerca e di ordinare i risultati secondo diversi criteri.

Copyright e licenze di rilascio dei dati

Il copyright del progetto appartiene alla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, 2020. Le opere digitalizzate, i dati e i metadati, sono distribuite con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

Acquisizione digitale – specifiche tecniche

Le immagini delle opere digitalizzate sono prodotte tramite lo scanner Copybook Open System di i2S, in particolare nella configurazione A2+ format planetary book scanner con fotocamera Eagle in modalità a colori. La risoluzione massima è 600x600 dpi per una risoluzione ottica di 400x400 dpi. Il software di cattura associato allo scanner è LIMB Capture.
La post produzione delle immagini è effettuata con il software abbinato LIMB Processing, che fornisce strumenti di ottimizzazione fotografica e trasforma i file nei formati desiderati. In particolare, le immagini acquisite in formato tiff vengono trasformate sia in pdf che in jpeg.
La pubblicazione delle opere digitalizzate avviene tramite l’applicazione web specifica Digital Humanities Fondazione Carisbo. Le immagini vengono caricate in formato pdf o jpeg e trasformate per la fruizione dell’utente in jpeg. Le immagini sono inserite all’interno della “scheda opera”, dove sono forniti tutti i relativi metadati disponibili.
Parte delle opere digitalizzate, in particolare quelle relative a dipinti, sculture, disegni e stampe, derivano da campagne di digitalizzazione condotte in anni passati, con un processo differente e qualitativamente inferiore.