Chiesa di S. Francesco e magazzino generale dei colli

60e84f2de3e2f0000732d9cf

Chiesa di S. Francesco e magazzino generale dei colli

 Genera il pdf

Notizie storico artistiche

Datazione
Firma
Firmato e datato.
Tecnica e supporto
Olio su tela
Misure (in cm)
94x120
Iscrizioni
Firma e data sul retro "Giuseppe Ravegnani 1857".
Notizie storico critiche
Giuseppe Ravegnani, oggi semidimenticato, nacque a Rimini nel 1832 da famiglia altoborghese. Si dice che consumò la propria gioventù tra ozi e battute di caccia prima di iscriversi all’Accademia Artistica di Bologna, consigliato da Alessandro Manzoni, amico di famiglia. È probabile tuttavia che una prima formazione artistica l’avesse ricevuta in giovane età dal pittore riminese Luigi Pedrizzi. Così, infatti narra Carlo Tonini, dichiarando tra i tanti allievi di questi gli ‘eccellenti artisti Ravegnani e Bilancioni’. Ma questo alunnato doveva essere servito semplicemente per i primi rudimenti del mestiere. A Bologna Giuseppe Ravegnani avrebbe proseguito la sua formazione. Dal 1851 è documentato infatti all’Accademia della città felsinea, e nel 1856 una delle sue opere fu premiata con l’acquisto. Si trattava di un ‘Cortile di Palazzo Spada’(…). Nel successivo concorso del 1857 Ravegnani fu nuovamente premiato (primo nella classe in prospettiva) e una ‘Veduta del fianco settentrionale della Chiesa di San Francesco’ fu celebrata (…). L’opera fu acquistata allora dal Conte Francesco Ranuzzi e oggi si trova presso le Collezioni d’arte della Cassa di Risparmio di Bologna”.. . Nel 1858 anche questo suo secondo dipinto, col titolo: L’ingresso alla dogana di San Francesco, viene presentato e acquistato all'Esposizione della Protettrice.
Ravegnani collaborò in seguito alla realizzazione di alcune cappelle di San Bartolomeo assieme al Muzzi e, ritornato a Rimini, si fece molto apprezzare nell'attività di ornatista. A partire dal 1880 v’è traccia del Ravegnani a Ferrara. Aveva cinquant’anni quando ricoprì il ruolo di direttore della Scuola di Belle Arti “Dosso Dossi”, che con lui acquistò una certa vivacità culturale. Lì morì il 9 marzo del 1918.
Nelle raccolte della Fondazione Carisbo (vedi bibliografia), esiste un acquerello realizzato da G. Federzoni, datato 1868 che riprende la veduta della dogana dipinta da Ravegnani.
L'antica Basilica di San Francesco, chiusa al culto nel 1796 dalle truppe francesi che la trasformarono in caserma, poi riconsacrata nel 1842, fu nuovamente adibita ad usi profani tra cui a Dogana, pochi anni dopo nel 1866. Solo nel 1886 i frati minori conventuali vi faranno ritorno e si darà inizio ad un lungo restauro, sotto la guida di Alfonso Rubbiani.
La stessa veduta è stata eseguita da Annibale Marini in un dipinto anch'esso conservato presso le Collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.
Soggetto o iconografia
A sinistra è visibile parte della facciata e del fianco destro della Chiesa di San Francesco. al centro e sulla destra veduta sul magazzino generale dove ci sono uomini intenti in diversi lavori. Dietro si vedono torri e campanili.
Bibliografia
F. Varignana, Le collezioni d'arte della Cassa di Risparmio in Bologna - I DIPINTI, Bologna, 1972, p. 424; F. Varignana, Le collezioni d'arte della Cassa di Risparmio in Bologna - I DISEGNI III, Bologna, 1977, p. 401; R. Grandi, in: R. Grandi (a cura di), Dall' Accademia al vero, Bologna, 1983, p. 172; B. Buscaroli, Vedute bolognesi - dal Vanvitelli a Giovanni Boldini, Bologna, 2008; G. Zavatta, Per una biografia di Giuseppe Ravegnani pittore riminese dimenticato, ROMAGNA ARTE E STORIA n. 79, pp.53-68;
Mostre
Dall'Accademia al vero. La pittura a Bologna prima e dopo l'unità (Bologna, 29/1 - 4/4 1983); La Liberazione di Bologna cent'anni fa (Bologna, 1960); Vedute bolognesi (Bologna, 2008);