Clavicordo Anonimo verosimilmente tedesco

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Clavicordo Anonimo verosimilmente tedesco

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Notizie storico artistiche

Firma
-
Misure
100,1 x 33 x 11 cm
Notizie storico critiche
Le trasformazioni di cui lo strumento è stato oggetto in epoca storica sono consistite nell’eliminazione della tavola armonica sotto la tastiera (di cui è stato conservato il margine posteriore, con funzione di spessore aggiunto sopra il listello d’appoggio della coda dei tasti) e nella sostituzione della tavola armonica principale e del ponticello con nuovi elementi di maggiori dimensioni, il che ha comportato l’eliminazione delle cinque ultime note. Dato che la larghezza del vano della tastiera comporta i tasti corrispondenti a tali note, è possibile che essi siano stati conservati quali tasti “finti” limitati alla parte anteriore. L’ultima trasformazione, di recente data, ha sostituito l’antica tastiera con una tastiera finta, con leve diritte e ultimi cinque tasti riuniti in unico blocco, e ha applicato all’originale lista-guida scanalata una nuova guida con scanalature equidistanti.

La forma dello strumento, a sagoma alternante linee diritte e curve, con tastiera situata esattamente al centro
della fascia anteriore e non spostata verso sinistra, con misure ridotte anche nella dimensione dei tasti, con i tasti
stessi senza frontalini (il cui spazio è occupato da un listello mascherante il bordo anteriore della tavola armonica
sotto la tastiera), è del tutto inusuale e non consente per ora una precisa collocazione. Benché acquistato a Bologna, non si tratta certo d’uno strumento di fattura italiana e le sue origini vanno verosimilmente cercate in area culturale tedesca nel XVIII secolo. Alle caratteristiche atipiche si affiancano altri aspetti che rientrano nella tradizione: il raggruppamento delle note secondo il tipo più consueto e anche la presenza d’una seconda tavola armonica sotto la tastiera, caratteristica questa della maggior parte dei clavicordi cinquecenteschi conosciuti, ma presente anche in strumenti settecenteschi, quale, ad esempio il clavicordo di Johannes Hermannus Hauser, Gimborn 1761 conservato a Lipsia (nr. 17 del catalogo Henkel). Nella maggior parte degli strumenti la tavola armonica sotto la tastiera si estende solo dalla lista-guida scanalata alla traversa dei perni, ma una tavola armonica estendentesi sino sotto la fronte dei tasti, quale è stato accertato essere quella del presente strumento, trova anch’essa riscontri; così è costruito uno dei clavicordi cinquecenteschi conservati a Lipsia (nr. 3 del catalogo Henkel).
Descrizione
Titolo: Clavicordo di Anonimo verosimilmente tedesco meridionale
Numero di inventario: Collezione Tagliavini A2
Nome dell'oggetto (IT/ENG): Clavicordo / Clavichord
Classificazione: Clavicordi
Creatore: anonimo
Luogo di produzione: Germania (?)
Data: prima metà del XVIII secolo
Dimensioni (L x W x H): 100,1 x 33 x 11 cm
Ambito: 54 tasti. Do1-Fa5
Autori:
Data di acquisizione: 1972
Restauri: laboratorio "Mastro del legno" di Arnaldo Boldrini e Renato Carnevali - strumento, ripristino dell'originario stadio storico (1996)
Bibliografia
"Collezione Tagliavini. Catalogo degli strumenti musicali", a cura di John Henry van der Meer e Luigi Ferdinando Tagliavini, Bononia University Press, Bologna 2008. Vol. I, pp. 66-73: A2 Clavicordo
Note
ENG. Clavichord, Anonymous, Germany, 18th century.