Dinamismo di Metropoli (New York)

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Dinamismo di Metropoli (New York)

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Inventario
F32273
Categoria:

Notizie storico artistiche

Datazione
Firma
Firmato e datato in basso a destra
Tecnica e supporto
Pastello su cartone
Misure (in cm)
27,5x23; con cornice: 41x38,5x3
Notizie storico critiche
Tra i primi ad aderire al Futurismo, Casarini si trasferisce già nel 1907 a New York, come testimonia un documento conservato ad Ellis Island. Qui viene stregato dal verticalismo della metropoli della quale lascerà alcune vedute e scorci indimenticabili, su alcune riviste come Harper's weekly presso le quali lavorava come illustratore. Unico italiano ad aver partecipato al celebre Armory Show del 1913, il suo ruolo sarà fondamentale per la diffusione del movimento di Marinetti negli Stati Uniti.
Soggetto o iconografia
Composizioni astratta piena di forme e colori vivaci.
Bibliografia
B. Buscaroli (a cura di), 5 Febbraio 1909 - Bologna Avanguardia Futurista, Bologna 2009, p. 117; 100% Italia, (a cura di A. Busto), Torino 2018, p. 29;
Mostre
5 Febbraio 1909 - Bologna Avanguardia Futurista (Bologna, 2009); 100% Italia (Biella, Vercelli, Torino, 2018 - 2019);
Note
Il pastello Dinamismo di metropoli, acquistato dalla Fondazione Carisbo nel 2008 con firma (poco leggibile) e data 1912, con le sue forme astratte e i colori vivaci a sintetizzare la vita della metropoli costituirebbe un significativo esempio della precoce e piena adesione di Casarini al movimento futurista. Inoltre esso anticipa di almeno un anno la data di adesione alla poetica futurista, ritenuta, sino ad oggi, quella della realizzazione di Crime e Avarice (1913), coppia di dipinti a tempera, il primo dei quali esposto all’Armory Show, che coi loro piani contrapposti, compenetrantisi simultaneamente possono già essere considerati a pieno titolo opere futuriste. Dinamismo di metropoli precede significativamente di un anno anche quella che è stata ritenuta (Solmi 1963, p. 52-56; Poppi 2003) la data fondamentale per l’apertura dell’ambiente artistico americano al futurismo italiano, il 1913, anno in cui Joseph Stella, tornato da un lungo viaggio in Italia e Francia, durato quattro anni, ne riporta impressioni e documentazione relative al movimento. Casarini è costantemente aggiornato sulle novità italiane dal fratello Dante, rimasto a Bologna, dagli amici Ugo Valeri (che muore suicida nel 1911) e Mario Pozzati,Stella è amico e collega di Casarini ed è spesso ospite nel suo studio di Poplar street. A mio avviso (B. Basevi, 2012) le singolari e curiose analogie tecniche e stilistiche tra questo pastello e quello, assai più noto, di Jospeh Stella, Futurist composition (Amon Carter Museum of American Art, Fort Worth, Texas) realizzato due anni dopo, nel 1914 potrebbero portare a ipotizzare che il pastello piuttosto che alla mano di Casarini, appartenga allo stesso Stella e costituisca un disegno preparatorio per l'opera oggi conservata in Texas o, più verosimilmente, che si tratti di una copia dall'originale di Stella realizzata da un altro artista cui forse spetta anche la firma non riconducibile a Casarini come pure la datazione da leggersi 1922 e non 1912 come era stato erroneamente interpretato.