Due gruppi di erme

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Due gruppi di erme

Notizie storico artistiche

Inventore
Carracci Ludovico (Bologna 1555-1619)
Disegnatore
Giovannini Giacomo (Bologna 1667 - Parma 1717)
Luogo e anno di edizione
Bologna 1694
Tecnica e supporto
Bulino
Misure foglio (in mm)
430 x 308
Misure battuta (in mm)
377 x 230
Misure immagine (in mm)
370 x 224
Iscrizioni incise
Sul recto timbro a secco della cassa di Risparmio di Bologna con all'interno il n. 8014 Sul verso marca della Cassa di Risparmio di Bologna con all'interno: 481 Ca a matita blu Z 96
Notizie storico critiche
La prima tiratura di questa incisione era inserita in origine nel volume " l Claustro di San Michele in Bosco di Bologna... descritto dal Sig.co Carlo Cesare Malvasia e ravvivato all'Originale con l'esatto Disegno ed Intaglio del Sig. Giacopo Giovannini Pittore Bolognese" di cui costituiva la diciasettesima tavola. Il volume nacque per volere di Carlo Cesare Malvasia che, lamentando le cattive condizioni in cui il Chiostro versava già alla sua epoca, ne promosse una prima riproduzione integrale a stampa ad opera di Giacomo Giovannini ed altri, raccolta in un unico volume edito dalla stamperia eredi di Antonio Pisarri nel 1694. La raccolta di stampe è dedicata al Serenissimo Ferdinando III Gran Duca di Toscana, che anni addietro si era recato a visitare il grande ciclo di affreschi del Chiostro, ormai quasi del tutto scomparsi all'epoca della pubblicazione del volume stesso. Una seconda raccolta di incisioni venne pubblicata nel 1776 ad opera di Giovan Pietro Cavazzoni Zanotti, a queste se ne affiancarono altre non sempre complete (Fragonard e Saint Non, G. Fabbri, S. Cantarini, B. Coriolano, L. Mattioli, L. Scaramuccia, F. Rosapina). La Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna conserva due esemplari del volume di Malvasia, l'uno proveniente dalla raccolta Ambrosini (inv. 11131 - 11151, vol XVI CB), e l'altro acquistato dall'antiquario Palmirani (Inv. 8207 - 8225, Vol VII CB). A questi si aggiungono due esemplari descritti ed illustrati da Giampietro Cavazzoni Zanotti sempre di provenienza Ambrosini (Vol. VI, Vol. XVII). Per quanto riguarda la funzione e la circolazione delle stampe quali materiali di repertorio utilizzati nelle botteghe ci preme rilevare che nel 1579 era stata edita a Roma un'edizione illustrata della vita di san Benedetto: "Vita e miracula sanctiss.mi patris Benedicti, che, come segnala Campanini (in A. Emiliani (a cura di), Ludovico Carracci, cat. mostra, Bologna 1993) che dovette fornire a Ludovico più di uno spunto compositivo. Il foglio in esame (Baruffi Inv. 481 Vol Ca) rappresenta dei potenti telamoni che incorniciavano in origine le scene affrescate nel chiostro fungendo da giunture visive tra lo spazio reale e quello dipinto. Dalle incisioni di Giovannini risulta che tre coppie erano di mano di Ludovico, mentre le altre spettavano ai suoi collaboratori. Uno studio preparatorio conservato agli Uffizi (Inv. 1555 ORN, penna e acquerello) potrebbe confermare questa attribuzione. I fatto che le dimensioni del foglio siano maggiori rispetto a quella corrispondente inserita nel volume " Il Claustro di San Michele in Boso di Bologna... descritto dal Sig.co Carlo Cesare Malvasia e ravvivato all'Originale con l'esatto Disegno ed Intaglio del Sig. Giacopo Giovannini Pittore Bolognese" potrebbe significare che essa sia stata tirata dalla lastra originale in epoca successiva, come induce a pensare la carta molto ben conservata e l'apparente ritocco di alcune zone di maggiore contrasto chiaroscurale.
Soggetto o iconografia
due gruppi di erme composti ciascuno da tre figure
Bibliografia
G. Gaeta Bertelà (a cura di), incisori bolognesi ed emiliani del '700, Bologna 1974, n. 358 The illustrated Bartsch. Italian Masters of the Seventeenth Century, by J.T. Spyke, New York 1982, 43 (part.3), pp.288 - 307. G. Perini, "L'uom più grande in Pittura che abbia avuto Bologna": l'alterna fortuna critica e figurativa di Ludovico Carracci, in A. Emiliani (a cura di), Ludovico Carracci, cat. mostra, Bologna 1993, p. 341-342, n. 47 A. Brogi, Ludovico Carracci, Bologna 2001, pp. 195 - 198, fig. 183