Facciata Montanari

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Facciata Montanari

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Notizie storico artistiche

Datazione
Tecnica e supporto
Matita nera, su carta bianca
Misure foglio (in mm)
385x560
Iscrizioni
Montanari
Notizie storico critiche
Uomo colto e ingegno acutissimo, l'ingegnere Giuseppe Ceri, formatosi giovanissimo come collaboratore di Giuseppe Mengoni esuccessivamente nello studio di Coriolano Monti, ebbe profonde conoscenze anche in materia amministrativa e politica. Profondo conoscitore di Bologna, nel 1886 fu eletto consigliere comunale. Nemico acerrimo di Alfonso Rubbiani, al contrario di quest’ultimo, che si batteva per la conservazione della Bologna medievale, Ceri incarnava il vero e proprio picconatore che distrugge per poi ricostruire. Quando, durante i lavori di sventramento di via Rizzoli, furono isolate le Torri Artenisi, Guidozagni e Riccadonna tra il Palazzo della Mercanzia e l’attuale via Calzolerie, si pose il problema di una loro eventuale conservazione egli innescò un’aperta polemica contro gli intellettuali (tra i quali Gabriele D’Annunzio) che si schieravano per quest’ipotesi. Sua fu anche la proposta di completare la facciata della basilica di San Petronio. Fece bandire un concorso cui partecipò egli stesso con un progetto giudicato tra i migliori. Fra il 1875 e il 1880 intraprese la carriera giornalistica con un foglio battezzato “Melodie tedescose” in aperta polemica con i wagneriani ed ergendosi a difensore della musica italiana, che non riteneva assolutamente inferiore a quella tedesca. Il periodico assunse poi il titolo “La Striglia” e venne stampato per circa quarant’anni. Il giornale era frutto per tre quarti della penna del suo fondatore e direttore che, dopo aver litigato con i rivenditori per questioni finanziarie, si assunse anche il compito di venderlo personalmente. Scoppiata la prima guerra mondiale, Ceri continuò indefessamente a produrre il suo giornale, ma per venderlo si era spostato sotto il portico dell’appena costruito Palazzo del Modernissimo. Un cartello avvertiva che il ricavato della vendita sarebbe andato all’Associazione Pro Mutilati ed Invalidi di Guerra. Negli anni Venti si trasferì invece sotto il portico della Gabella, in via Ugo Bassi. Notizie tratte da https://genusbononiaeblog.it/giuseppe-ceri-la-sua-striglia/
Le sue architetture sono tutte caratterizzate dalla sobrietà e dal nitore formale e rifuggono, a differenza di altre architetture contemporanee, l'oerpello e la ridondanza, in favore di una essenzialità di matrice toscana neo-quattrocentesca.
In questo album di disegni, datato 27 giugno 1878, Ceri esegue uno studio particolareggiato di tutte le case affacciate su via Malcontenti, in seguito al riaprirsi della questione del piano esecutivo Monti, approvato il 22 settembre del 1863, ma mai realizzato, in cui l'ingegner Monti prevedeva l'allargamento di Via Malcontenti per creare un'arteria di congiunzione veloce fra la Stazione Ferroviaria e il centro città.