Gaetano Ottani

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Gaetano Ottani

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Inventario
F31356
Categoria:

Notizie storico artistiche

Inventore
Ottani Gaetano (Bologna 1720-24 - Torino 1801)
Disegnatore
Ottani Gaetano
Luogo e anno di edizione
Bologna, XVIII sec.
Tecnica e supporto
Acquaforte
Misure foglio (in mm)
244 x 336
Fondo/Raggruppamento
Notizie storico critiche
Gaetano Ottani, tenore e pittore, nacque probabilmente a Bologna, intorno al 1720-24. Quanto all’origine, l’artista stesso si dichiara «bolognese» nel firmare alcuni dipinti.
Ottani coltivò in parallelo l’arte canora e l’arte pittorica. Per il bolognese teatro Formagliari realizzò le scene per la stagione di carnevale 1742 (con Gaetano Stegani) e di primavera 1744. Nel 1743 decorò il sepolcro allestito per il Giovedì Santo nella chiesa di S. Maria delle Grazie e nel 1745 l’ornato alle figure di Nicola Bertuzzi nella cappella dell’oratorio superiore nella Madonna del Ponte delle Lame. In seguito si dedicò in prevalenza alla pittura da cavalletto, e in particolare al genere del capriccio, spesso con vedute di rovine e di marine. Prese dapprima a esempio Pietro Paltronieri, il Mirandolese; alla maturazione dello stile dovette concorrere lo studio degli artisti conosciuti nei viaggi intrapresi come cantante d’opera. In qualità di pittore, Gaetano ricevette dalla corte sabauda numerose commissioni per la decorazione di ville e palazzi nel Torinese. Nella sua produzione preponderano le prospettive di rovine e di marine: spicca la cospicua serie di pitture realizzate a partire dal 1757 per la villa dell’architetto Filippo Castelli a San Damiano d’Asti. Lo stile di tali dipinti appare vivificato da un segno d’immediatezza bozzettistica e da un senso narrativo di matrice veneta (esemplato forse su Gaspare Diziani); l’invenzione si esprime in elaborate architetture in stile classico o gotico di gusto marcatamente scenografico. Di foggia operistica appaiono pure i costumi – di fattura sofisticati, e spesso esotica – delle figurette collocate nelle scene, a porre in risalto l’imponenza delle costruzioni, spesso tanto vaste e articolate da eccedere l’inquadratura del dipinto.
Il 7 ottobre 1766 fu ammesso nell’Accademia Clementina di Bologna. Nello stesso anno pubblicò il Libro primo di Cartelle, raccolta di cartocci incisi da Angelo Gizzardi, Dionisio Valesi e Pietro Peiroleri, dedicata al principe ereditario Vittorio Amedeo III: accanto ai tradizionali temi allegorici, il volume comprende i ritratti dell’artista e del dedicatario, marine e rovine. Nel 1770 risulta membro dell’Accademia di Belle Arti di Verona; nel 1773 fu aggregato come accademico d’onore in quella di Parma. Nello stesso anno si firmò «virtuoso di pittura e di musica dell’emi.so sign. cardinale Alessandro Albani», famoso collezionista e diplomatico filopiemontese. A Torino fu membro della Compagnia di s. Luca, di cui fu priore nel 1782. Con l’avvento del gusto neoclassico si affievolì l’interesse per il paesaggismo pittoresco di cui era specialista; nell’ultimo decennio diradò sempre più l’attività, fino a cessarla del tutto intorno al volgere del secolo. Nel 1800 risulta «infermo e povero» (Moffa, 1990, p. 87). Morì a Torino nel 1801.