Padiglione Emiliano Romagnolo realizzato per l’Esposizione Regionale ed Etnografica, Roma 1911: disegno decorazione del cortile principale
Padiglione Emiliano Romagnolo realizzato per l’Esposizione Regionale ed Etnografica, Roma 1911: disegno decorazione del cortile principale
Genera il pdfNotizie storico artistiche
Datazione
Firma
Cleto Carpi pittore
Serie
Disegni Padiglione Emiliano Romagnolo a Roma 1911
Tecnica e supporto
matita, penna e acquerello su foglio di carta incollato su un cartoncino grigio
Misure foglio (in mm)
259x520 (parte sotto), 145x520 (parte sopra), (controfondo 487x687)
Iscrizioni
nel disegno sono segnate le misure
sul verso, su un cartellino incollato: "Roma 1911. Cinquantesimo fondazione/ dal Regno d'Italia / Esposizione etnografica Pieve di Castello/ autori vincitori del Concorso / prof. Edoardo Collamarini architetto / Prof. Cleto Carpi architetto pittore // decorazione cortile principale"
sul verso, su un cartellino incollato: "Roma 1911. Cinquantesimo fondazione/ dal Regno d'Italia / Esposizione etnografica Pieve di Castello/ autori vincitori del Concorso / prof. Edoardo Collamarini architetto / Prof. Cleto Carpi architetto pittore // decorazione cortile principale"
Marche e altre note manoscritte
in alto a dx si nota la traccia molto sbiadita di un timbro, al cui centro è verosimilmente scritto "Roma"
Notizie storico critiche
Si tratta di un disegno preparatorio della decorazione del cortile principale del Padiglione che venne realizzato a Roma per l'Esposizione Regionale ed Etnografica tenutasi in occasione del 50° dell’Unità d’Italia. Per la realizzazione di questo e degli altri edifici fu predisposto un concorso, le cui linee programmatiche intendevano orientare i progetti verso la ricerca dei valori architettonici e delle produzioni artistiche derivanti dalla tradizione di ogni regione. Il progetto vincente per l’Emilia-Romagna risultò quello proposto congiuntamente dall’arch. Edoardo Collamarini e dal pittore Cleto Capri. Si trattava di un elaborato fortemente connotato in senso storicista ed evocativo di un periodo storico particolarmente fertile in campo artistico coincidente con l’affermazione delle Signorie. La composizione dell’edificio era articolata su tre corpi di fabbrica distinti ma tra loro collegati e da un preciso richiamo ai monumenti più significativi eretti dagli Estensi, dai Bentivoglio e dai Malatesta. La struttura prevedeva un corpo centrale a due piani affiancato da due altri torrioni e da due avancorpi laterali ad un solo piano, collegati sul fronte principale da un volume più basso, al centro del quale si apriva il grande arco d’ingresso.