Padiglione Emiliano Romagnolo realizzato per l’Esposizione Regionale ed Etnografica, Roma 1911: disegno dell'ingresso principale
Padiglione Emiliano Romagnolo realizzato per l’Esposizione Regionale ed Etnografica, Roma 1911: disegno dell'ingresso principale
Genera il pdfNotizie storico artistiche
Datazione
Inventore
Capri Cleto (Bologna, 1873 - 1965)
Disegnatore
Capri Cleto (Bologna, 1873 - 1965)
Serie
Disegni Padiglione Emiliano Romagnolo a Roma 1911
Tecnica e supporto
Stampa eliografica su foglio controfondato con cartoncino grigio, inserti in carta colorata a matita, penna acquerellature e oro
Misure foglio (in mm)
487x520 (con controfondo 600x600)
Marche e altre note manoscritte
In basso a penna a destra: Cleto Capri 2.1.1911
Sotto a matita sul controfondo in cartoncino: Padiglione Emiliano/Romagnolo in Roma /Ingresso principale
sul verso cartellino incollato:
"Roma 1911. Cinquantenario fondazione del Regno d'ItaliaEsposizione Etnografica Prai di Castello/Palazzo dell'Emilia Romagna/Autori vincitori del concorso/Prof. Edoardo Collamarini architetto/Prof. Cleto Capri architetto Pittore/Ingresso Principale
Sotto a matita sul controfondo in cartoncino: Padiglione Emiliano/Romagnolo in Roma /Ingresso principale
sul verso cartellino incollato:
"Roma 1911. Cinquantenario fondazione del Regno d'ItaliaEsposizione Etnografica Prai di Castello/Palazzo dell'Emilia Romagna/Autori vincitori del concorso/Prof. Edoardo Collamarini architetto/Prof. Cleto Capri architetto Pittore/Ingresso Principale
Notizie storico critiche
Si tratta di una tavola eliografica con rialzi a matita, biacca e acquerello, preparatoria per l'ingresso principale del Padiglione che venne realizzato a Roma per l'Esposizione Regionale ed Etnografica tenutasi in occasione del 50° dell’Unità d’Italia.
Per la realizzazione di questo e degli altri edifici fu predisposto un concorso, le cui linee programmatiche intendevano orientare i progetti verso la ricerca dei valori architettonici e delle produzioni artistiche derivanti dalla tradizione di ogni regione. Il progetto vincente per l’Emilia-Romagna risultò quello proposto congiuntamente dall’arch. Edoardo Collamarini e dal pittore Cleto Capri. Si trattava di un elaborato fortemente connotato in senso storicista ed evocativo di un periodo storico particolarmente fertile in campo artistico coincidente con l’affermazione delle Signorie. La composizione dell’edificio era articolata su tre corpi di fabbrica distinti ma tra loro collegati e da un preciso richiamo ai monumenti più significativi eretti dagli Estensi, dai Bentivoglio e dai Malatesta. La struttura prevedeva un corpo centrale a due piani affiancato da due altri torrioni e da due avancorpi laterali ad un solo piano, collegati sul fronte principale da un volume più basso, al centro del quale si apriva il grande arco d’ingresso.
Per la realizzazione di questo e degli altri edifici fu predisposto un concorso, le cui linee programmatiche intendevano orientare i progetti verso la ricerca dei valori architettonici e delle produzioni artistiche derivanti dalla tradizione di ogni regione. Il progetto vincente per l’Emilia-Romagna risultò quello proposto congiuntamente dall’arch. Edoardo Collamarini e dal pittore Cleto Capri. Si trattava di un elaborato fortemente connotato in senso storicista ed evocativo di un periodo storico particolarmente fertile in campo artistico coincidente con l’affermazione delle Signorie. La composizione dell’edificio era articolata su tre corpi di fabbrica distinti ma tra loro collegati e da un preciso richiamo ai monumenti più significativi eretti dagli Estensi, dai Bentivoglio e dai Malatesta. La struttura prevedeva un corpo centrale a due piani affiancato da due altri torrioni e da due avancorpi laterali ad un solo piano, collegati sul fronte principale da un volume più basso, al centro del quale si apriva il grande arco d’ingresso.