Peleo e Teti

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Peleo e Teti

Inventario
4876
Categoria:

Notizie storico artistiche

Inventore
Carracci Agostino
Disegnatore
Cunego Domenico
Luogo e anno di edizione
(Roma 1773)
Tecnica e supporto
bulino
Misure foglio (in mm)
294 x 473
Misure battuta (in mm)
260 x 468
Misure immagine (in mm)
222 x 450
Iscrizioni incise
sul recto in basso CRB 4876 Sul verso in alto a destra marca della Cassa di Risparmio di Bologna con all'interno il numero 222 Ca cancellato
Notizie storico critiche
La volta della Galleria Farnese fu commissionata ad Annibale dal Cardinale Odoardo Farnese nel 1597, terminata la volta le pareti furono eseguite in gran parte tra il 1604 e il 1608, soprattutto ad opera degli allievi Domenichino, Lanfranco e Badalocchio le cui diverse mani sono a tutt'oggi difficili da distinguere. La complessità del ciclo, la sua magnificenza e soprattutto l'unitarietà fecero si che già a partire dal XVII secolo i numerosi incisori che si dedicarono alla traduzione grafica della Galleria Farnese ne attribuissero l'intera invenzione alla mano di Annibale, senza distinguere le diverse presenze che pure a partire dal Bellori e dal Malvasia, almeno per quanto riguarda Domenichino, vi erano già accertate. Uniche eccezioni furono Belly che riferì indistintamente l'intero ciclo ad Annibale e Agostino; e Domenico Cunego che attribuì correttamente la storia con Peleo e Teti ad Agostino. L'interesse per la Galleria Farnese ebbe un notevole incremento a seguito della teoria artistica di Bellori e della pratica pittorica quivi esercitata dalla bottega di Pietro da Cortona. Carlo Cesi era uno degli allievi di Cortona e fu il primo artista italiano a tradurre tutta la Galleria Farnese in incisione. L'incisione di Cunego, il cui rame è tuttora conservato alla Calcografia Nazionale, fu realizzata nel 1772 ed è la tavola numero 31 del volume curato da Gavin Hamilton intitolato Schola Italica Picturae Sive Selectae Quaedam Summorum e Schola Italica Pictorum, Tabulae Aere Incisae Cura et Impensis Gavini Hamilton, Pictoris, pubblicato a Roma nel 1773 (tavola numero 27), con l'intento di presentare, come riportato nel frontespizio, "tabulae selectae... summorum e schola italica pictorum," da Michelangelo e Raffaello fino ai pittori del Seicento. Il volume, che riscosse un immediato successo in tutta Europa, comprendeva quaranta capolavori della pittura italiana tra il Cinque e il Seicento, incisi da Domenico Cunego e Giovanni Volpato. Hamilton fu archeologo, pittore e mercante d'arte studiò a Roma tra il 1748 e il 1752 presso il classicista Agostino Masucci e vi si stabilì definitivamente nel 1756. La sua eclettica attività professionale fu segnata dalla passione per l'antichità. Strinse amicizia con Johan Joachim Winckelmann e Anton Raphael Mengs e, più tardi, con Antonio Canova, divenendo uno dei più importanti divulgatori del gusto neoclassico. Dal 1760, forte della sua buona cultura letteraria, lavorò a una serie di dipinti dedicati all'Iliade, che lo rese celebre a livello europeo. La serie, i cui singoli pezzi erano realizzati ognuno per un diverso committente, fu riprodotta nel suo insieme da Domenico Cunego in un album di incisioni, che si rivelò veicolo fondamentale per la diffusione della pittura di storia neoclassica. Intensissima fu anche la sua attività di mercante d'arte. Celebri opere d'arte italiana, conservate oggi in musei anglosassoni, come la Pala Anisdei di Raffaello (Londra, National Gallery) e la Vergine delle Rocce di Leonardo (Londra, National Gallery), raggiunsero, infatti, attraverso di lui il Regno Unito. COPIE DELLA GALLERIA FARNESE serie complete: 1. Jacques Belly (Chartres 1609 - 1674). La sua serie è la più antica traduzione grafica dell'intero ciclo Farnese 2. Carlo Cesi (Antrodoco 1625 - Rieti 1686) 3. ? Le Febure (secolo XVII) 4. Pietro Acquila (Marsala 1650 ca.- Alcamo 1682) 5. Francois Poilly (Parigi - 1669 - 1728) 6. Karl Remshard (Augsburg 1678 - 1735) 7. Giovanni Volpato (Bassano 1740 - Roma 1803) particolari: 1. Nicolas Mignard (Troyes 1606 - Parigi 1668). tre stampe relative agli affreschi della Galleria 2. Anonimo (secolo XVII) 3. Louis de Chantilon (Sainte Menehould 1639 - Parigi 1734) 4. Giovanni Battista Gallestruzzi (Firenze 1618 - Roma 1677 ca.) 5. Simon Thomassin (Troyes 1652 - Parigi 1732) 6. Domenico Cunego (Verona 1727 - Roma 1784) 7. Pietro Bettelini (Lugano 1763 - Roma 1829) 8. Anonimo (secolo XVIII) 9. Jules Jacquet (Parigi 1846 - 1913)
Bibliografia
K. H. von Heineken, Dictionnaire des artistes, dont nous avons des estampes, avec une notice détaillèes de leurs aovrages gravé. Tome troisieme contenent les lettres Bla-Caz, A. Leipzig 1789,p. 647 Huber e rost Ch. Le Blanc, Manuel de l'amateur d'estampes, contenant ..Tom. I, 1854, p. 602, n. 112 M. Huber, C.C. H. Rost, Manuel des curieux et des amateurs de l'art contenant une notice abregéedes principaux graveurs, et un catalogue raisonné de leurs meilleurs ouvrages...les artistes rangé par ordre chronologique, et divisés par Ecole. Tome huitième renfermant l'ecole de France, Zuric 1800, IV, p. 170 C. A. Petrucci, Catalogo generale delle stampe tratte dai rami incisi posseduti dalla Calcografia, Roma 1953, p.47, n.1400.,T. XXII E. Borea, G. Mariani, Annibale Carracci e i suoi incisori, cat. mostra, Roma 1986, p. 192