Pianta Prospetto Fianco e Spaccato, della Macchina formata p. le Solenni Esequie del fù Rev.mo Pre Inquisitore Tommaso Maria De Angelis Nella Chiesa de R.R.P.P. Predicatori di S. Domenico in Bologna li 11 luglio 1768
Pianta Prospetto Fianco e Spaccato, della Macchina formata p. le Solenni Esequie del fù Rev.mo Pre Inquisitore Tommaso Maria De Angelis Nella Chiesa de R.R.P.P. Predicatori di S. Domenico in Bologna li 11 luglio 1768
Genera il pdfNotizie storico artistiche
Datazione
Inventore
Minozzi Flaminio (Bologna, 1735 - 1817)
Luogo e anno di edizione
Bologna, sec. XVIII
Tecnica e supporto
acquaforte
Misure foglio (in mm)
430x522 rifilata a sinistra
Iscrizioni incise
in basso
Marche e altre note manoscritte
al centro, tra il nome dell’incisore e quello dello stampatore, a penna, è scritto: “Le Figure sono incise da Gaetano Gandolfi”. Sul verso, a matita, “pezzi 14” e “1768”
Notizie storico critiche
L’11 luglio 1768 nella basilica di S. Domenico si celebrarono le esequie dell'inquisitore Tommaso Maria De Angelis con una macchina funebre la cui progettazione, insieme con quella degli addobbi della chiesa, venne affidata a Flaminio Minozzi.
Tommaso Maria de Angelis (Jesi, fine del XVII sec. - Bologna, 1768) è stato un Inquisitore domenicano. Originario di Jesi, fu Inquisitore dapprima a Bergamo dal 1719 al 1724, poi a Brescia dal 1724 al 1739 e infine di Bologna dal 1739 fino alla morte.
Minozzi nacque a Bologna nel 1735. Ricevuta dal padre, pittore paesista, una prima educazione artistica, nel 1750 passò nello studio di Giovanni Carlo Sicinio Galli Bibiena presso il quale rimase fino al 1752, anno della partenza del maestro per Lisbona. Il restante percorso formativo dovette nutrirsi anche di una riflessione sulla lezione decorativa di Agostino Mitelli e Angelo Michele Colonna. L’esordio pubblico fu tuttavia segnato anche da imprese minori: nel 1761 progettò gli addobbi per i sepolcri del giovedì santo nella chiesa di S. Maria della Mascarella. In quello stesso anno, beneficiando della protezione del senatore Muzio Spada, il M. trascorse cinque mesi a Roma dedicandosi allo studio delle architetture moderne, come si evince dai numerosi disegni di piante e alzati riguardanti, in particolare, palazzo Barberini e S. Pietro in Montorio (Bologna, Collezioni d’arte della Cassa di risparmio; Le collezioni d’arte …, pp. 286, 292, 303 s., 308, 319). L’esperienza romana, tuttavia, non dovette «arrecare sensibili variazioni alla sua già solida preparazione di quadraturista» (Rizzoli, p. 273), e al rientro in patria, il M. abdicò alla pratica architettonica per rivolgersi esclusivamente all’ambito della decorazione, nel quale divenne uno dei protagonisti di primo piano sulla scena bolognese:
Tra il 1784 e il 1785 eseguì la decorazione a fresco della volta e della finta abside della chiesa del Crocifisso del Cestello, della quale si conservano un disegno firmato (Bologna, Collezioni d’arte della Cassa di risparmio; Pigozzi, p. 114).
Tommaso Maria de Angelis (Jesi, fine del XVII sec. - Bologna, 1768) è stato un Inquisitore domenicano. Originario di Jesi, fu Inquisitore dapprima a Bergamo dal 1719 al 1724, poi a Brescia dal 1724 al 1739 e infine di Bologna dal 1739 fino alla morte.
Minozzi nacque a Bologna nel 1735. Ricevuta dal padre, pittore paesista, una prima educazione artistica, nel 1750 passò nello studio di Giovanni Carlo Sicinio Galli Bibiena presso il quale rimase fino al 1752, anno della partenza del maestro per Lisbona. Il restante percorso formativo dovette nutrirsi anche di una riflessione sulla lezione decorativa di Agostino Mitelli e Angelo Michele Colonna. L’esordio pubblico fu tuttavia segnato anche da imprese minori: nel 1761 progettò gli addobbi per i sepolcri del giovedì santo nella chiesa di S. Maria della Mascarella. In quello stesso anno, beneficiando della protezione del senatore Muzio Spada, il M. trascorse cinque mesi a Roma dedicandosi allo studio delle architetture moderne, come si evince dai numerosi disegni di piante e alzati riguardanti, in particolare, palazzo Barberini e S. Pietro in Montorio (Bologna, Collezioni d’arte della Cassa di risparmio; Le collezioni d’arte …, pp. 286, 292, 303 s., 308, 319). L’esperienza romana, tuttavia, non dovette «arrecare sensibili variazioni alla sua già solida preparazione di quadraturista» (Rizzoli, p. 273), e al rientro in patria, il M. abdicò alla pratica architettonica per rivolgersi esclusivamente all’ambito della decorazione, nel quale divenne uno dei protagonisti di primo piano sulla scena bolognese:
Tra il 1784 e il 1785 eseguì la decorazione a fresco della volta e della finta abside della chiesa del Crocifisso del Cestello, della quale si conservano un disegno firmato (Bologna, Collezioni d’arte della Cassa di risparmio; Pigozzi, p. 114).