Pompeo Aldrovandi

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Pompeo Aldrovandi

Inventario
F31246
Autore:
Categoria:

Notizie storico artistiche

Disegnatore
Campiglia Gio. Domenico
Luogo e anno di edizione
Roma, 1734 (?)
Tecnica e supporto
Bulino
Misure foglio (in mm)
242 x 176
Fondo/Raggruppamento
Notizie storico critiche
Pompeo Aldrovandi (Bologna, 1668 – Montefiascone, 1752) nato a Bologna iniziò gli studi a Roma nel Collegio Romano e li continuò a Siena nel collegio Tolomei per giovani nobili. Il completamento degli studi universitari fu però a Bologna, dove conseguì il dottorato in utroque iure il 10 marzo 1691 e subito dopo fu ammesso al collegio dottori, giudici e avvocati di Bologna. Protetto da Innocenzo XII (1691-1700), nel febbraio 1696 si trasferì a Roma dove iniziò la carriera curiale ricoprendo varie cariche. Vescovo dal 1710, gli vennero conferiti importanti incarichi diplomatici, tra i quali quello di dirimere il conflitto tra la Santa Sede e il re di Spagna Filippo V, nell'ambito della guerra di successione spagnola, che era culminato l'anno prima con la chiusura della nunziatura in Spagna.
Rientrato a Roma, tra l'agosto del 1716 e il gennaio del 1717, fu nominato arcivescovo di Cesarea e poi vescovo assistente al soglio pontificio. Nello stesso anno ottenne la nomina ufficiale a nunzio in Spagna, ma ebbe un mandato molto difficile per i contrastati rapporti che perduravano ancora tra la Spagna e il papato. La situazione si fece talmente difficile che Pompeo fu costretto a rifugiarsi ad Avignone nel giugno del 1718, quando Filippo V ne ordinò l'arresto. La fallita missione costò a Pompeo l'isolamento da parte di Clemente XI; furono quindi gli anni in cui Pompeo tornò a risiedere a Bologna, dove rimase sino al 1721, anno della morte dello stesso pontefice.
Reintegrato dal nuovo papa Innocenzo XIII (1721-1724), fu con Benedetto XIII (1724-1730) che tornò veramente in auge, diventando prima consultore del Sant'Uffizio ed esaminatore dei vescovi, e poi nel 1729 patriarca di Gerusalemme. Con Clemente XII (1730-1740) fu governatore di Roma (1733) e ottenne la nomina a cardinale. Il 9 luglio 1734 ottenne la diocesi di Montefiascone e Corneto dove andò a vivere per diversi anni, impiantandovi la principale residenza anche nel periodo in cui era sovente in viaggio per i suoi numerosi incarichi. Tra i più stimati collaboratori di Benedetto XIV, diventando in seguito legato pontificio in Romagna (1743-46), dove portò a compimento i lavori di bonifica idraulica. Finito il periodo della legazione tornò a Montefiascone, dove morì nel 1752. Fu sepolto a Bologna nella cappella all'interno della basilica di San Petronio, che lui stesso aveva fatto costruire.

Note