Spaccato della Libreria dalla parte della Strada

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Spaccato della Libreria dalla parte della Strada

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Notizie storico artistiche

Datazione
Inventore
Civoli Giuseppe (Bologna 1705-1778)
Disegnatore
Civoli Giuseppe (Bologna 1705-1778)
Luogo e anno di edizione
Bologna, 1732
Tecnica e supporto
Acquaforte
Carta con filigrana "IC" sormontata da trifoglio
Misure foglio (in mm)
717x500
Misure battuta (in mm)
560x446
Iscrizioni incise
"Spaccato della Libreria dalla parte della Strada a Mezzosì / ove forma li due fianchi"; segue legenda per comprendere lo spaccato
Marche e altre note manoscritte
assente
Notizie storico critiche
Nel 1732, l'erede universale di Gio. Girolamo Sbaraglia - Marco Antonio Collina Sbaraglia - dava alle stampe il secondo progetto, mai realizzato, per l'erezione della prima biblioteca pubblica a Bologna. Di quest'ultimo, che passò gran parte della propria vita a cercare di convincere le autorità ecclesiastiche e civili della necessità di costituire una libreria pubblica di supporto allo Studio bolognese, non si hanno molte notizie. A queste date era già passato più di un secolo da quando Ulisse Aldrovandi aveva donato la propria collezione e la propria biblioteca alla città di Bologna; tuttavia, il ricchissimo patrimonio non era ancora stato reso accessibile.
Il 14 ottobre 1730 lo Sbaraglia presentava il progetto in un memoriale inviato alla Congregazione dei Signori Sindaci ed Assunti della Gabella Grossa, dai quali dipendeva in parte la realizzazione. Rifiutata questa, venne elaborata una nuova proposta più dettagliata un paio di anni dopo; questa volta il disegno della nuova biblioteca venne realizzato da Giuseppe Civoli, accademico clementino e collaboratore di Carlo Francesco Dotti, inciso poi da Giovanni Lodovico Quadri. Questo secondo progetto prevedeva la costruzione di questo spazio di cultura all'interno dello Studio, quasi a sottolineare che si trattava di un'unica istituzione. Veniva dunque messa da parte la prima ipotesi di collocazione nei locali dell'Ospedale della Vita e si proponeva di acquistare "la Casa posta dirimpetto alla Chiesa di Sant'Andrea degli Ansaldi con sue dipendenze e Botteghe, spettanti alle Reverende Madri di Gesù e Maria" (edifici che oggi comprenderebbero lo spazio tra il muro esterno del palazzo dell'archiginnasio e il portico che da su via Farini). Il fallimento di questo piano è imputabile al Senato bolognese che, arroccato nel proprio conservatorismo e forte del proprio privilegio nobiliare, non era interessato a consentire l'istituzione di una biblioteca civica.
La prima Biblioteca civica a Bologna venne inaugurata solo nel 1752, con un certo ritardo rispetto agli sviluppi nazionali.
Soggetto o iconografia
Progetto per una biblioteca civica in Bologna nel 1732.
Bibliografia
Gaeta Bertelà G. (a cura di), "Pinacoteca Nazionale di Bologna. Gabinetto disegni e stampe. Incisori bolognesi ed emiliani del '700", Associazione per le Arti Francesco Francia, Bologna, 1974, n. 647.
Colombo E. "La biblioteca negata, Marco Antonio Collina Sbaraglia e i suoi tentativi di fondare una "pubblica libreria" a Bologna nei primi decenni del '700", in "Il Carrobbio", IX, Edizioni Luigi Parma, Bologna, 1983, pp. 107-129.