Tav. 05 Si periturus abis, et nos rape in omnia tecum
Tav. 05 Si periturus abis, et nos rape in omnia tecum
Genera il pdfNotizie storico artistiche
Inventore
Mitelli Giuseppe Maria
Disegnatore
Torri Flaminio
Luogo e anno di edizione
1663
Editore
Tecnica e supporto
Acquaforte
su carta con filigrana giglio cerchiato sormontato da V
su carta con filigrana giglio cerchiato sormontato da V
Misure foglio (in mm)
445 X 650
Misure battuta (in mm)
247 X 420
Notizie storico critiche
Il volume consta di ventuno incisioni: un frontespizio inciso, dodici tavole numerate da I a XII in basso a destra, seguite da otto telamoni (in genere disposti a coppia per pagina). Tutte le incisioni sono ritagliate e incollate su carta, pertanto in molte di esse non è visibile la battuta della stampa. L'opera, dedicata al principe Leopoldo Medici, è datata MDCLXIII e firmata da Giuseppe Maria Mitelli. Nelle dodici tavole sono riprodotte le storie di Enea dipinte a fresco sulle pareti di Palazzo Fava a Bologna dai Carracci alla fine del XVI secolo. Gli otto telamoni, riproducenti figure maschili che lottano con arpie, erano posti nel ciclo affrescato a divisione delle dodici scene. Il ciclo ebbe grande successo come riferisce Carlo Cesare Malvasia nella Felsina Pittrice e come attesta la serie realizzata, su disegno di Flaminio Torri, da Mitelli.
Bibliografia
F. Varignana, Le Collezioni d'arte della Cassa di Risparmio in Bologna. Le incisioni. 1, Giuseppe Maria Mitelli, Bologna 1978, cat.51