Venere o Galatea portata dai delfini

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Venere o Galatea portata dai delfini

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Inventario
4875
Categoria:

Notizie storico artistiche

Inventore
Carracci Agostino
Disegnatore
Asioli Giuseppe
Luogo e anno di edizione
1804
Tecnica e supporto
puntinato
Misure foglio (in mm)
280 x 200
Misure battuta (in mm)
192 x 140
Misure immagine (in mm)
155 x 112
Iscrizioni incise
recto timbro a secco della Cassa di Risparmio di Bologna con all'interno il n. 4875 marca della Cassa di Risparmio di Bologna con all'interno il n. 221 Ca
Notizie storico critiche
L'incisione e copia da quella di Agostino facente parte delle tredici stampe di soggetto biblico e mitologico che costituivano il gruppo delle cosiddette Lascivie, perché aventi in comune la presenza di nudi maschili e femminili, anche se non strettamente erotici. Al gruppo originario, di tredici incisioni, gli studiosi hanno di volta in volta aggiunto altre due di soggetto erotico ma di dimensioni maggiori: il Satiro scandagliatore e Ogni cosa vince l'oro. Tutti e quindici gli esemplari, sia quelli di soggetto mitologico che biblico hanno in comune la finalità erotica, ma non è ancora chiaro se Agostino li avesse progettati come una serie. De Grazia individua come termine ante quel il 1594-95 anno del viaggio d Agostino a Roma in cui le sue figure, influenzate dalla statuaria classica romana, si fanno più piene e plastiche, mentre il termine post quem sarebbe rappresentato dalla salita al soglio pontificio di Clemente VIII (1592 - 1605) che, in collera per la circolazione di queste stampe erotiche, biasimò Agostino e dichiarò inaccettabile la vista delle incisioni per la gente timorata di Dio. L'inizio dell'esecuzione si deve quindi collocare, secondo la De Grazia attorno al 1590 - 92 e il 1595, mentre Babette Bohn propende per una data leggermente più avanzata, attorno al 1594 - 97, in forza di alcune analogie trai i nudi di Agostino e quelli di Annibale a Galleria Farnese. Secondo Babette Bohn la presenza degli amoretti attorno alla dea suggerisce la sua identificazione con Venere. I due delfini, la conchiglia e il drappeggio sorretto dalla Dea derivano dal Trionfo di Galatea affrescato da Raffaello alla Farnesina, ed è probabile che Agostino li desumesse dall'incisione che ne trasse Marcantonio Raimondi. Copia dell'incisione di Agostino realizzata nel 1804 da Giuseppe Arioli di Correggio, mai repertoriata da De Grazia, Bohn e Cistofori perciò inserita assieme alle altre due mai repertoriate come n. 11 Dal catalogo Fasella l'incisione non risulta valutata DISEGNI: 1. Matita rossa segnalato da A. Bartsch nella collezione del Principe di Ligne (A. Bartsch , La collection des desseins originaux...qui faisoient partie du Cabinet du feu Prince Charles de Ligne, Vienna 1794, p. 90) oggi all'Albertina di Vienna (Inv. 2110, mm 180 x 125 in V. Birke, J. Kertesz, Die Italienischen Zichnungen del Albertina, Vol IV, Inventar 14326 - 42255 , Vienna 1997 p. 2049) 2. Matita rossa , segnalato da A. Bartsch nella Galleria Gaburri di Firenze nel 1722. COPIE: C1. Anonimo. Mezzotinto(?) in controparte. misure sconosciute. Citata da Dunand con scritto Galatea Carati inv. C2. Anonimo. Incisione a bulino in controparte. mm. 150 x 12 (Berlino Boston Brema, Dresda, New York, Oxford, Parma, Vienna) C3. Auguste Péquegnot (1819 - 18789 acquatinta. mm. 160 x 118. Sul margine a sinistra: Pierron. Imp. Montfaucon 1, al centro: A. Carrache; alla destra Pequegnot sc. (Parigi) C4. Anonimo. Incisione a bulino in controparte. mm 147 x 104. Senza nuvole (San Francisco, Vienna) C5. Anonimo. Incisione a bulino in controparte. mm. 148 x 105 (Bassano, Parma) C6. Anonimo. Incisione a bulino in controparte. mm. 161 x 119 (Berlino, Brema) C7. Anonimo XVIII secolo. Acquaforte in controparte 185 x 122. Sul margine: Venus sur les eaux, in basso a sinistra Aug. Carrache Pinx. (Pubblicata da Bouchard e Gravier 1786) C8. Anonimo. Bulino in controparte mm. 147 x 106 In basso al centro Venetius Donati Rascicotti formis. Della stessa mano della copia 4 di Susanna e i vecchioni (Coburg) sino a qui le copie repertoriate da Babette Bohn cui si vengono ora ad aggiungere: *C9. Anonimo. Acquaforte. mm 150 x 105.(immagine) Annib. Car. inv., palese tentativo di falsificazione della paternità dell'invenzione (Bologna FCRB 4766) *C10. Anonimo. Xilografia. mm 158 x 111 (Bologna FCRB 4765) *C11. Giuseppe Arioli (Correggio ..) 1804. Acquaforte?. mm 192 x 140. sotto il margine scritta: Agostino Caracci inv./Giuseppe Arioli da Correggio dis e inc. 1804/III/Galatea (Bologna FCRB 4875)
Bibliografia
inedita