Bazzano (BO), piazza Garibaldi e monumento ai Caduti

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Bazzano (BO), piazza Garibaldi e monumento ai Caduti

Inventario
BRI / BO PROVINCIA 91
Autore:
Categoria:

Notizie storico artistiche

Luogo della ripresa
Bazzano (BO)
Luogo e anno di edizione
Modena, s.d.
Data della ripresa
Anni Cinquanta sec. XX°
Timbro di spedizione (Luogo e data)
Bazzano, 29.9.1953
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
cartolina postale
Orientamento
orizzontale
Misure immagine (in cm; hxb)
10,5x15
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
Viaggiata da Bazzano a Milano. Scritta e spedita il 29.9.1953
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Bazzano (BO), piazza Garibaldi e monumento ai Caduti
Note
Bazzano, attraversato dal torrente Samoggia, è situato nell'entroterra bolognese al confine con la provincia di Modena ed è luogo privilegiato per raggiungere la stazione dell'autostrada A1 Bologna-Casalecchio e l’aeroporto "Marconi" di Bologna. Di origini assai antiche, il paese è caratterizzato dalla Rocca dei Bentivoglio, di origini medievali. L'edificio, costruito per volere di Matilde di Canossa, appartenne alla famiglia Bentivoglio e deve la sua forma attuale alla sua trasformazione in "delizia" per i Signori di Bologna (1473). Le vicende storiche di Bazzano hanno sempre seguito quelle della vicina città. Recentemente ha ricevuto la qualifica di “Città Slow” ed è ora contraddistinta da cultura, benessere e soprattutto buona tavola. La cartolina riproduce il monumento ai Caduti di tutte le guerre che si trova oggi in piazza della Pace. La statua è opera dello scultore di Savignano sul Panaro Giuseppe Graziosi, che insegnò in numerose Accademie ed espose le sue opere a Bologna, Venezia, Roma, Parigi. La città di Modena gli ha dedicato la sua gipsoteca. Originariamente il gruppo plastico era collocato in cima ad un monumento inaugurato nel 1922 al centro di Piazza Garibaldi e composto di un basamento quadrangolare e di un plinto centrale con lapidi sui lati. Nel secondo dopoguerra fu considerato simbolo dei trascorsi valori militaristi e nel 1959 fu spostato nei pressi del più defilato giardino delle scuole elementari.
Eliminato il basamento, oggi resta soltanto la statua del soldato che si erge a fianco di un piccolo masso con un'iscrizione dedicatoria. L’uomo calpesta un giogo, a dimostrazione della riconquistata libertà, e rinfodera il pugnale solo a metà, pronto a lottare di nuovo in difesa di quella stessa libertà appena ottenuta.
Nel 1988 è stata apposta l’iscrizione a ricordo dei caduti di tutte le guerre.