Bologna, 1902. Atterramento delle Mura e relativo sgombero

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Bologna, 1902. Atterramento delle Mura e relativo sgombero

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Inventario
BRI 01585
Autore

Notizie storico artistiche

Datazione
Luogo e anno di edizione
Bologna, 1902
Timbro di spedizione (Luogo e data)
Bologna, 1902
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
litografia policroma, cartolina postale
Misure immagine (in cm; hxb)
9x14
Indicazione di colore
policromia
Iscrizioni
La cartolina è viaggiata da Bologna a Bologna. Il timbro postale risulta solo parzialmente leggibile, ma risale al 1902.
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Bologna, 1902. Atterramento delle Mura e relativo sgombero
Bibliografia
https://www.bibliotecasalaborsa.it/cronologia/bologna. La cartolina è stata pubblicata in: Antonio Brighetti - Franco Monteverde, "Bologna nelle sue cartoline", Cuneo, L'Arciere, 1986, vol. 1, pag. 29.
Note
Il 20 gennaio 1902, preceduti da infinite polemiche, iniziarono i lavori di abbattimento delle mura del Trecento. L'avvio fu dato a Porta Santo Stefano e a Porta Lame. Successivamente fu la volta di Porta Castiglione e di Porta San Mamolo.
Gli argomenti più convincenti per approvare tale scempio, contrastato da Alfonso Rubbiani e da pochi altri "conservatori", furono: una maggiore circolazione d'aria - e quindi salubrità - per la città; la costruzione di nuove abitazioni decorose; l'opportunità di lavoro per i disoccupati del settore edilizio.
I promotori della cancellazione della cosiddetta "Circla" sostenevano che fosse "il primo e l'unico partito da adottarsi" per conseguire il fine dell'ampliamento urbano. Rubbiani la definì invece "igiene farisaica". Si tenga conto che Bologna era infatti ancora priva di un sistema fognario decente.
I disoccupati impegnati nella demolizione delle mura furono 494. Lavoravano per 2 lire al giorno, dalle 7,30 alle 16,30. Le pietre ricavate servirono a colmare il fossato, che correva lungo i viali di circonvallazione.
Al termine dei lavori, della cinta antica rimasero solo pochi tratti "sbrecciati e malinconici", compresi gli archi, che sostenevano internamemente il cammino di ronda usato dagli armati di guardia.
Questi ultimi verranno poi utilizzati, in tempi più recenti, anche come riparo per i senzatetto o come luogo per i giochi dei monelli, mentre i terrapieni erano usati dalle lavandaie per asciugare i panni.
L'uomo preso a calci nel sedere che si vede nella cartolina era l'allora sindaco Alberto Dallolio (1852-1935), rappresentante dell'Unione monarchico-liberale e seguace del Minghetti - chiamato causticamente Dall'Olio Santo dal periodico "Bononia Ridet" per la sua alleanza coi clericali.
Rimase in carica fino al 1° luglio 1902, quando la sua giunta fu travolta proprio dalle polemiche di cui sopra.