Bologna, Chiesa di San Salvatore: interno

60f6db2a3c12a10007f15a96

Bologna, Chiesa di San Salvatore: interno

 Genera il pdf
Inventario
BRI 02344; BRI 02345
Autore

Notizie storico artistiche

Luogo e anno di edizione
Bologna, terzo decennio XX° secolo
Timbro di spedizione (Luogo e data)
Bologna, 1932
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
cartolina postale
Orientamento
orizzontale
Misure immagine (in cm; hxb)
9x14
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
Sul recto dell'esemplare n. inv. BRI 02345 -in alto al centro- è stato aggiunto a penna: "Bologna - ch. S. Salvatore". Il nome dell'editore è leggibile sul verso, in basso a sinistra. La cartolina inv. BRI 02344 è viaggiata da Bologna a Milano. Il timbro di spedizione sembra poter risalire al 1932.
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Bologna, Chiesa di San Salvatore: interno
Note
La presenza d un edificio ad uso religioso nei pressi di Porta Nova è testimoniata fin dall'VIII° secolo, quando un gruppo di monaci greci fuggiti dall'oriente a causa delle persecuzioni iconoclaste, si stabilì a Bologna e fondò una chiesa dedicata al Salvatore. Nei secoli successivi, qui si insediarono poi i Canonici Regolari di Santa Maria di Reno di Casalecchio. La chiesa fu rifondata e, poiché era molto frequentata da studenti universitari inglesi, vi fu aggiunta una cappella dedicata al santo vescovo martire di Canterbury, Thomas Becket, che parimenti aveva frequentato lo Studio bolognese. Nel 1474 la struttura venne di nuovo modificata su progetto di Gaspare Nadi. Contemporaneamente, attiguo alla chiesa, sorgeva un grande complesso monastico che arrivò a comprendere tre chiostri, un teatro e una splendida biblioteca. L'aspetto attuale si deve a Giovanni Antonio Magenta che, con l'aiuto di Tommaso Martelli, portò avanti i lavori dal 1605 al 1623. La chiesa, con la sua navata centrale corredata da otto cappelle laterali, conserva notevolissime opere d'arte, tra cui la "Madonna della Vittoria" di Simone de' Crocefissi, che fino alla metà del sec. XVIII si trovava nella chiesa della Madonna del Monte. All'interno è sepolto il celebre pittore Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino. Dopo alterne vicende storiche i rettori della chiesa sono di nuovo i Canonici Regolari Lateranensi.