Bologna, chiesa di Santa Maria Maddalena: interno prima della demolizione
Bologna, chiesa di Santa Maria Maddalena: interno prima della demolizione
Genera il pdfNotizie storico artistiche
Datazione
Oggetto
positivo fotografico
Forma Specifica dell'Oggetto
positivo fotografico
Materia e tecnica
positivo fotografico all’albumina incollato su cartoncino color avorio
Orientamento
orizzontale
Misure immagine (in cm; hxb)
23x16,5; con cartoncino 29,5x21
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
Sotto il positivo è scritto “interno S. M. Madalena (sic) demolita”. Sul verso si legge: "Augusto Manini donò al cugino Dottor Demetrio Bosi 15 giugno 1891", "Duplicato" e "14"
Notizie storico critiche
La fotografia raffigura l’interno della soppressa chiesa di Santa Maria Maddalena, già conosciuta come San Giuseppe del Borgo di Galliera, prima della sua demolizione, richiesta dalla realizzazione della nuova via dell’Indipendenza. La tradizione vuole che si trattasse della più antica chiesa dedicata a San Giuseppe fondata in Occidente. Fu dapprima officiata dai Benedettini e poi dai Servi di Maria, fino a che -nel Cinquecento- non vi si insediarono le monache Domenicane, che ne mutarono il titolo. Nel 1798 la chiesa fu adibita ad usi profani e la comunità monastica fu soppressa. Negli anni successivi fu atterrato il muro che divideva la chiesa interna al convento con quella esterna: il locale così ottenuto fu adibito a magazzino per il fieno destinato alle truppe acquartierate in città. Dei tre chiostri che formavano la parte conventuale più ampia, uno fu abbattuto e gli altri due completamente trasformati per la costruzione del teatro Arena del Sole. Molto probabilmente, come si può leggere in Cosentino (op. cit.) questa e le altre fotografie della zona a noi pervenute si devono ad un’iniziativa di Augusto Manini, che abitava nella palazzina adiacente all’Arena.
Bibliografia
Cosentino Giuseppe, L’Arena del Sole, Bologna, Zanichelli, 1902, pagg. 186-187; (2) Fini Marcello, Bologna sacra. Tutte le chiese in due millenni di storia, Bologna, Pendragon, 2007, pag.95