Bologna, Il pozzo della Secchia Rapita, fuori Porta A. Saffi

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Bologna, Il pozzo della Secchia Rapita, fuori Porta A. Saffi

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Inventario
BRI 00879; BRI 00880
Autore
Categoria:

Notizie storico artistiche

Luogo e anno di edizione
Bologna, s.d.
Timbro di spedizione (Luogo e data)
Bologna, 1905; 1906
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
cartolina postale
Orientamento
verticale
Misure immagine (in cm; hxb)
14x9
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
Sul recto: "BOLOGNA - Il Pozzo della Secchia rapita, Fuori Porta A. Saffi". In basso a sinistra è leggibile il nome dell'editore preceduto dal n. 531. Le cartoline sono entrambe viaggiate d Bologna: una verso Venezia; l'altra verso la Spagna. Una è stata spedita nel 1905; l'altra nel 1906.
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Bologna, Il pozzo della Secchia Rapita, fuori Porta A. Saffi
Note
All'altezza del n. civico 34 di via Saffi, a Bologna, c'è una botola che ricorda ove era collocato il celebrato Pozzo della Secchia Rapita. Di che cosa si trattava esattamente? Nel 1249 a Fossalta i Bolognesi sconfissero i Modenesi e catturarono Re Enzo, figlio dell'imperatore. Nel 1325 questi ultimi si rifecero a Zappolino e avanzarono fino a minacciare di entrare a Bologna da Porta San Felice. Poi, chissà perché, decisero di ritirarsi, ma lo fecero non senza prendersi una rivincita simbolica. Come "trofeo di guerra" e a dimostrazione della loro potenza, decisero di portare a Modena una secchia staccata da un pozzo nei pressi del loro accampamento. Tale trofeo, custodito a lungo all'interno della torre Ghirlandina e ora esposto nel Palazzo Comunale, ispirò ad Alessandro Tassoni l'omonimo e fortunatissimo poema eroicomico. Il pozzo, simbolo dell'umiliazione inflitta ai Bolognesi, sopravvisse fino al 1929 quando, per allargare quel tratto della via Emilia, l'edificio cui era annesso venne abbattuto.