Bologna, la Salara

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Bologna, la Salara

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Inventario
BRI / FOT. 426
Autore

Notizie storico artistiche

Luogo della ripresa
Bologna
Data della ripresa
Anni Settanta sec. XX°
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
stampa su carta lucida
Misure immagine (in cm; hxb)
18x24
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
Sul verso è stata attaccata un'etichetta autoadesiva che riporta la scritta: "Magazzino del Sale - Porta Lame"
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Bologna, la Salara
Note
Un primo edificio adibito a magazzino del sale fu costruito nel Cinquecento, quando entrò in funzione il porto di Bologna. Il sale arrivava in città grazie a un contratto di fornitura stipulato con le Saline di Cervia.
Gli approvvigionamenti giungevano a Bologna attraverso il trasporto su imbarcazioni trainate a riva da cavalli lungo le rive del Po Primario e del Canale Navile.
Su iniziativa della Gabella Grossa, congregazione che nel XVIII° secolo si occupava dei dazi sui prodotti in arrivo in città, fu poi edificato un magazzino più capiente sulla sponda sinistra del porto, nello spazio di prato detto "buca dei cavalli", cioè il luogo dove trovavano ristoro gli animali da tiro delle imbarcazioni.
Nel 1787 quindi fu iniziata la costruzione della cosiddetta Salara per opera del capomastro Giuseppe Antonio Lanfranchini: si tratta di un edificio a pianta quadrata di un solo piano, capace di contenere fino a ottomilacinquecento sacchi di sale. Successivamente, per sfruttare al meglio tutto lo spazio disponibile, si pensò di adibire il primo piano a granaio e venne così rivisto il fabbricato, cui vennero aggiunti quattro robusti contrafforti a rinforzo delle murature esistenti.
Per adempiere a quanto previsto dal Piano Regolatore approvato nel 1889, negli anni Trenta del Novecento, tutti gli edifici dell'area portuale vennero demoliti e il terreno fu livellato. La Salara sopravvisse, ma venne comunque interrata per due terzi della sua altezza. Oggi è l'unico edificio che testimonia la presenza dell'antico porto fluviale.
Nel 1982 lo stabile venne recuperato da un restauro che lo riportò fuori terra e permise il consolidamento della parte strutturale. Questa fotografia ce ne documenta lo stato prima di tale intervento di recupero.