Bologna, laghetto dei Giardini Margherita
Bologna, laghetto dei Giardini Margherita
Genera il pdfNotizie storico artistiche
Datazione
Data della ripresa
primo decennio sec. XX°
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
stampa su carta incollata su un cartoncino di supporto color grigio
Materia e tecnica
stampa su carta
Misure immagine (in cm; hxb)
10,5x7,5
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
Sotto il positivo, sul cartoncino di supporto, si legge: 475 / 12/908".
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Bologna, laghetto dei Giardini Margherita
Bibliografia
Catalogo della Libreria "Docet" di Bologna pubblicato in occasione dell'edizione 2018 della mostra di libri antichi e rari in Palazzo Re Enzo - Sala Re Enzo tenutasi durante la manifestazione "Salsamentarie. Saperi e Sapori a Palazzo" (Bologna, 21,22,23 settembre)
Note
L'album fotografico di cui l'immagine fa parte consta di oltre trecento fotografie di vario formato eseguite nel primo decennio del Novecento. Vi compaiono numerosi protagonisti sia maschili che femminili, vedute, scorci di edifici e di angoli anche bolognesi, personaggi in posa, momenti della Coppa Florio corsa a Bologna nel 1908. Il proprietario della raccolta era molto probabilmente Lodovico Bertani già segretario capo della Camera di Commercio di Bologna e Presidente delle Pattuglie Cittadine dal 1921 al 1927. Il nostro fu un componente della Società degli Achei, un sodalizio goliardico fondato a Bologna nel 1920, che si proponeva di riunire reduci della Prima Guerra Mondiale per "stare allegri alla maniera dei buoni petroniani antichi". Un divertente "ritratto" del Bertani è contenuto nella "Strenna degli Achei" del 1930. Dal riscontro con le notizie contenute nel "medaglione" pubblicato in quest'ultima si è potuti risalire alla provenienza. Il 6 luglio 1879 venne inaugurato il "Passeggio Regina Margherita", grande parco realizzato sull'area conosciuta come "Beni Bassi del Conte Tattini", sita tra Porta Castiglione e Porta Santo Stefano. La sistemazione del bellissimo giardino era stata affidata a Emanuele Bertone di Sambuy, nobile piemontese che in precedenza aveva curato il progetto del parco del Valentino a Torino. L'intitolazione era dedicata alla giovane prima regina d'Italia, consorte di Umberto I di Savoia. Il giardino fu subito assai frequentato sia dall'aristocrazia e dalla buona borghesia sia dai popolani. I primi facevano lunghe passeggiate in carrozza e partecipavano alle feste e ai balli organizzati nello chalet; i secondi amavano le gite in barca sul laghetto e l'ascolto dei concerti che la banda municipale soleva fare. Le sponde del laghetto artificiale furono costruite in selenite;il primitivo chalet era stato invece realizzato in legno e adibito a punto di ristoro per il pubblico. Tutto intorno si trovavano strade ghiaiate e numerosi sentieri laterali.