Bologna, Mercato dei bozzoli 1930
Bologna, Mercato dei bozzoli 1930
Genera il pdfNotizie storico artistiche
Luogo della ripresa
Bologna
Oggetto
positivo fotografico
Forma Specifica dell'Oggetto
positivo fotografico
Orientamento
verticale
Indicazione di colore
colori
Notizie storico critiche
I 10 fototipi formato 18x24, realizzati dallo “Studio Fotografico ‘LA MODERNA’ Bolognesi e Orsini / Via Indipendenza 22 p.p. Bologna” sono contenuti all'interno di una busta.
Le fotografie raffigurano, come informa una scritta sulla busta medesima, il Mercato dei Bozzoli tenutosi a Bologna nel 1930. Il luogo ove si teneva tale mercato è stato facilmente riconosciuto, grazie alla presenza della grande ciminiera tuttora esistente che, a quel tempo, era di pertinenza dello zuccherificio allora operativo in via Zanardi. Pertanto, la “scena” è quella di uno spazio aggettante via Carracci, di fronte a dove si trovava la villa Angeletti, allora di proprietà della Cassa di Risparmio in Bologna, che l’aveva affidata alla Società Produttori Sementi. Per secoli Bologna è stata una delle capitali della seta italiana ma, con lo sviluppo industriale, la produzione serica era lentamente decaduta. Pertanto, non è stato facile reperire riscontri oggettivi sullo svolgimento di tale mercato. Solo grazie all’aiuto dello studioso Pier Luigi Perazzini, che ben conosce i documenti conservati presso l’Archivio Storico del Comune di Bologna, sono riuscita ad avere un panorama più chiaro ed esaustivo sull’avvenimento. Nel 1928 l’amministrazione bolognese aveva deciso di sopprimere il mercato dei bozzoli che da gran tempo si teneva sotto il portico della Chiesa dei Servi, anche perché i maggiori operatori preferivano commerciare il prodotto presso la propria sede. La Federazione Provinciale dei Sindacati Fascisti degli Agricoltori e La Camera di Commercio proposero invece che fosse emanato un provvedimento d’imperio che obbligasse i produttori a esibire la loro merce al mercato pubblico, proposta che però non fu recepita motivando l’inadeguatezza del luogo. Si verificò così una situazione di stallo che trovò una soluzione solo nell’aprile 1930 grazie alla Cassa di Risparmio di Bologna, che si dichiarò disposta a mettere a disposizione per il mercato dei bozzoli i propri locali fuori porta Lame. Il Consiglio Provinciale dell’Economia e la Federazione Provinciale dei Sindacati Fascisti degli Agricoltori trovarono tale proposta adeguata e conveniente e la caldeggiarono.
Le fotografie di Bolognesi e Orsini dovrebbero quindi riferirsi ad una prima edizione, probabilmente nello stesso 1930, del nuovo mercato tenutosi nelle strutture messe a disposizione dalla Cassa di Risparmio di Bologna.
Le fotografie documentano le varie fasi di tale commercio. Le grandi ceste contenenti i bozzoli venivano trasportate con carretti e mezzi disponibili nell’area retrostante la Stazione Centrale, in un apposito spazio dove, alla presenza dei “produttori” (per la maggior parte contadine e braccianti che vi si dedicavano per arrotondare le loro magre entrate) e dei funzionari del mercato, si provvedeva alla pesa e si concludeva la compravendita.
Le fotografie raffigurano, come informa una scritta sulla busta medesima, il Mercato dei Bozzoli tenutosi a Bologna nel 1930. Il luogo ove si teneva tale mercato è stato facilmente riconosciuto, grazie alla presenza della grande ciminiera tuttora esistente che, a quel tempo, era di pertinenza dello zuccherificio allora operativo in via Zanardi. Pertanto, la “scena” è quella di uno spazio aggettante via Carracci, di fronte a dove si trovava la villa Angeletti, allora di proprietà della Cassa di Risparmio in Bologna, che l’aveva affidata alla Società Produttori Sementi. Per secoli Bologna è stata una delle capitali della seta italiana ma, con lo sviluppo industriale, la produzione serica era lentamente decaduta. Pertanto, non è stato facile reperire riscontri oggettivi sullo svolgimento di tale mercato. Solo grazie all’aiuto dello studioso Pier Luigi Perazzini, che ben conosce i documenti conservati presso l’Archivio Storico del Comune di Bologna, sono riuscita ad avere un panorama più chiaro ed esaustivo sull’avvenimento. Nel 1928 l’amministrazione bolognese aveva deciso di sopprimere il mercato dei bozzoli che da gran tempo si teneva sotto il portico della Chiesa dei Servi, anche perché i maggiori operatori preferivano commerciare il prodotto presso la propria sede. La Federazione Provinciale dei Sindacati Fascisti degli Agricoltori e La Camera di Commercio proposero invece che fosse emanato un provvedimento d’imperio che obbligasse i produttori a esibire la loro merce al mercato pubblico, proposta che però non fu recepita motivando l’inadeguatezza del luogo. Si verificò così una situazione di stallo che trovò una soluzione solo nell’aprile 1930 grazie alla Cassa di Risparmio di Bologna, che si dichiarò disposta a mettere a disposizione per il mercato dei bozzoli i propri locali fuori porta Lame. Il Consiglio Provinciale dell’Economia e la Federazione Provinciale dei Sindacati Fascisti degli Agricoltori trovarono tale proposta adeguata e conveniente e la caldeggiarono.
Le fotografie di Bolognesi e Orsini dovrebbero quindi riferirsi ad una prima edizione, probabilmente nello stesso 1930, del nuovo mercato tenutosi nelle strutture messe a disposizione dalla Cassa di Risparmio di Bologna.
Le fotografie documentano le varie fasi di tale commercio. Le grandi ceste contenenti i bozzoli venivano trasportate con carretti e mezzi disponibili nell’area retrostante la Stazione Centrale, in un apposito spazio dove, alla presenza dei “produttori” (per la maggior parte contadine e braccianti che vi si dedicavano per arrotondare le loro magre entrate) e dei funzionari del mercato, si provvedeva alla pesa e si concludeva la compravendita.
Bibliografia
G. Albertazzi, F. Fabbri, "ScuolaOfficina”. n. 2/2020