Bologna, portico del Santuario della Madonna di San Luca: interno, scalinata

60f6d68b3c12a10007f13e78

Bologna, portico del Santuario della Madonna di San Luca: interno, scalinata

Inventario
MICH. 0388
Categoria:

Notizie storico artistiche

Datazione
Luogo della ripresa
Bologna
Data della ripresa
primo decennio sec. XX°
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
stampa su carta
Misure immagine (in cm; hxb)
24x18
Misure negativo (in cm; hxb)
7x6
Indicazione di colore
b/n
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Bologna, portico del Santuario della Madonna di San Luca: interno, scalinata
Bibliografia
1) Renzo Renzi, "Bologna 1900. Viaggi Fotografici di Giuseppe Michelini (1873-1951)", Bologna, Grafis-Zanichelli, 1980; 2) Attilio Bertolucci, "Italia 1900. Viaggi fotografici di Giuseppe Michelini (1873-1951)", Bologna, Grafis-Zanichelli, 1981; 3) Franca Varignana, "Le collezioni fotografiche bolognesi. Collezioni d'Arte e di Storia Cassa di Risparmio in Bologna" in "Fotografie e fotografi a Bologna 1839-1990" a cura di Giuseppina Benassati e Angela Tromellini, Bologna, Grafis, 1992, pp. 98-100; 4) "Lo specchio d'inchiostro", testo di Michele Smargiassi, immagini d'archivio dalle Collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna selezionate da Ghigo Roli, Modena, Artioli, 2000; 5) "Domani si parte. Vacanze nel primo Novecento. Fotografie di Giuseppe Michelini dalle Collezioni d'Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale", a cura di Beatrice Buscaroli e Angela Nardi, Bologna, Bononia University Press, 2006.
Note
La basilica di San Luca è per tutti i Bolognesi un simbolo della città, nonché un tradizionale luogo di culto religioso legato alla devozione dell'immagine della Beata Vergine custodita al suo interno. Le oltre seicento arcate del portico che collega il santuario al centro della città, lo rendono unico al mondo per la sua lunghezza di quasi quattro chilometri. La sua realizzazione si avvia nel 1674 con la costruzione a Porta Saragozza dell'arco Bonaccorsi disegnato da G. G. Monti. Allo stesso architetto si attribuisce il progetto definitivo del tratto in pianura del portico, ripreso poi dal suo successore C.F. Dotti a partire dal secondo decennio del '700. La parte terminale del percorso collinare, sempre progettata da quest'ultimo, si caratterizza invece per la dinamica variazione di visuali e di punti di fuga fino alla visione finale del santuario. Giuseppe Michelini esegue questa ripresa dall'interno del portico, inquadrando proprio la fuga degli archi.