Bologna. Ritratto di gruppo di scolaresca con il maestro. Anno Scolastico 1925-26

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Bologna. Ritratto di gruppo di scolaresca con il maestro. Anno Scolastico 1925-26

Inventario
BRI / SCUOLA 18
Categoria:

Notizie storico artistiche

Luogo della ripresa
Bologna
Data della ripresa
Terzo decennio sec. XX
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
stampa montata su cartoncino di supporto color avorio
Misure immagine (in cm; hxb)
17,5x24 totali
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
Sul cartoncino di supporto nell'angolo inferiore a destra è presente il timbro del laboratorio fotografico; al centro è riprodotto lo stemma del Comune di Bologna seguito dalla scritta a stampa: "Ricordo Anno Scolastico 1925-26" e dall'annotazione a penna "Classe 3a A M° Amilcare Lodi".
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Bologna. Ritratto di gruppo di scolaresca con il maestro. Anno Scolastico 1925-26
Note
Tra le tante immagini che annovera il fondo Brighetti, un piccolo nucleo riguarda le fotografie scolastiche di gruppo con i rispettivi insegnanti. Purtroppo, quasi per la totalità, non si è riusciti a risalire alla scuola in cui sono state scattate. La fotografia di classe veniva eseguita verso la fine dell'anno scolastico. Gli insegnanti conducevano la classe nel cortile o davanti all'ingresso della scuola, dove il gruppo veniva sapientemente disposto dal fotografo incaricato. Solitamente, i più bassi venivano posizionati in prima fila; i più alti erano invece in piedi, alle loro spalle. L'insegnante era in genere ritratto al centro o a lato del gruppo, a ribadire il suo ruolo gerarchico. In "Elementi di teoria del linguaggio iconico", Gabriele Chiesa scrive: "In qualsiasi modo si presentino la fotografia e i soggetti che vi sono ritratti la funzione dell'immagine è sempre quella di un tempo: fornire la documentazione dell'unità del gruppo [...] La fotografia dimostra in questo suo uso una caratteristica che le è propria: quella di essere strumento e indice di integrazione sociale". Le classi, infatti, erano spesso frequentate da ragazzi provenienti da diversi ceti sociali e, molto probabilmente, solo in questa occasione si sentivano un unico insieme, al di là della loro origine. Si coglie inoltre lo sforzo che sicuramente i genitori della classe popolare compivano per fare apparire anche i loro figli abbigliati nel modo migliore che era loro consentito.