Bologna, via dei Mille angolo via Marconi: venditori di torta di riso

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Bologna, via dei Mille angolo via Marconi: venditori di torta di riso

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Inventario
BRI / FOT. 349
Autore

Notizie storico artistiche

Luogo della ripresa
Bologna
Data della ripresa
1959
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
stampa su carta
Misure immagine (in cm; hxb)
13x18
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
Sul verso, è scritto "Via dei Mille angolo via Marconi / Giugno 1959 / Augusto Govoni di Romeo, con / la moglie (?) e il figlio. / Vendita torta per decennale addobbi"
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Bologna, via dei Mille angolo via Marconi: venditori di torta di riso
Note
Fu il cardinale Gabriele Paleotti intorno al 1470 che istituì la festa degli Addobbi, così chiamata per i drappi appesi alle finestre nell’occasione. In realtà, questa ricorrenza si ispira all’antica festa legata alla processione del Corpus Domini, voluta da papa Urbano IV nel 1264 e resa solenne a Bologna dal cardinale Ottaviano Ubaldini. Ogni parrocchia la effettua ogni dieci anni. L’epoca in cui si ricorda con maggiore enfasi la festa è sicuramente il Settecento. In questo secolo, infatti, l’occasione per celebrare l’avvenimento divenne anche una gara cittadina di restauri e abbellimenti e, come ricorda Athos Vianelli nel suo libro Bologna tradizionale, “uno sfoggio di arte prospettica, una esposizione di quadri sotto i portici e nei loggiati delle abitazioni, una occasione per gare poetiche, una lieta festa di colori e di suoni”. Tanto che persino il più famoso stampatore cittadino, Lelio dalla Volpe, ne volle conservare testimonianza pubblicandone la puntuale descrizione, non priva di retorica, ma sicuramente ispirata anche e soprattutto alla fede profonda e al culto per l’arte dei Bolognesi. Fu la soppressa parrocchia di San Matteo delle Pescherie nel 1776 e nel 1796 ad offrire un apparato scenografico impressionante, tanto che –per quest’ultima occasione- le truppe francesi che precedevano l’arrivo di Napoleone, entrate in città al comando del generale Augerau, pensarono ad un’accoglienza trionfale loro riservata. Ahimè, così non era e, in ogni modo, il Bonaparte abolì poi la festa e si dovette attendere il 1818 per rivederne la celebrazione. Da allora, la tradizione riprese, anche se in maniera molto più misurata e sobria. Sono rimaste inalterate l’esposizione dei drappi (o zendali) tesi da casa a casa nelle strade della parrocchia interessata, le processioni (durante le quali vengono esposti i tappeti e i fiori alle finestre) e le tradizioni gastronomiche (la famosa e gustosissima torta di riso). Insomma, un omaggio all’Eucarestia attraverso una sana e genuina festosità popolare.