Bologna, Via IV Novembre: Palazzo Caprara, gran salone degli arazzi

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Bologna, Via IV Novembre: Palazzo Caprara, gran salone degli arazzi

Inventario
BRI 02373; BRI 02374
Categoria:

Notizie storico artistiche

Datazione
Luogo della ripresa
Bologna
Luogo e anno di edizione
Bologna, dopo il 1888
Data della ripresa
1879-1888
Timbro di spedizione (Luogo e data)
Bologna, 1901
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
cartolina postale
Misure immagine (in cm; hxb)
14x9
Indicazione di colore
b/n viraggio verde
Iscrizioni
Sul recto, appena sotto l'immagine, è scritto: "Bologna - Palazzo Galliera Gran Salone degli Arazzi". Il nome del fotografo/editore si legge nell'angolo di sinistra in basso. Entrambi gli esemplari sono viaggiati: il primo da Bologna a Padova; il secondo da Bologna a Piacenza. Ambedue sono datati 1901.
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Bologna, Via IV Novembre: Palazzo Caprara, gran salone degli arazzi
Bibliografia
(1) "Le Collezioni d'Arte della Cassa di Risparmio in Bologna. Le fotografie. 1 Pietro Poppi e la Fotografia dell'Emilia" a cura di Franco Cristofori e Giancarlo Roversi", Bologna, Tip. Compositori, 1980, rep. 1755; (2) "Palazzo Caprara Montpensier. Sede della Prefettura di Bologna" a cura di Angelo Varni, Bologna, Bononia Univ. Press, 2011, p. 66.
Note
L'edificio si trova in via IV Novembre nn. 22-24. Fu voluto da Girolamo Caprara, che ne affidò il progetto a Francesco Morandi, detto il Terribilia. Compiuto nel 1603, vide poi -nel 1705- un ulteriore intervento di Giuseppe Antonio Torri e del suo allievo Alfonso Torreggiani. Il palazzo si compone di circa duecento locali, tra saloni e stanze di minori dimensioni, cui si accede attraverso lo scalone settecentesco attribuito ad Antonio Laghi. L'interno è stato decorato in modo sontuoso e con grande larghezza di mezzi. Tra gli altri, vi lavorò Ludovico Carracci: in una sala al piano terra si può infatti ammirare una sua "Allegoria della Fortezza". Al piano nobile si trovavano invece alcune tempere di Pietro Paltrinieri detto il Mirandolese, di Vittorio Maria Bigari e Bernardo Minozzi: molte di esse andarono purtroppo distrutte durante la seconda guerra mondiale. Nel 1805 l'edificio ospitò Napoleone Bonaparte, che decise di acquistarlo l'anno successivo. In seguito, giunse al principe Antonio d'Orleans duca di Montpensier e nel periodo della Belle Époque divenne uno dei luoghi più ricercati della mondanità bolognese.Fu proprio per l'appartenenza a questa famiglia che l'edificio venne conosciuto anche come Palazzo Galliera: il duca di Montpensier (legato per familiarità al re Luigi Filippo di Francia), aveva infatti anche il titolo di duca di Galliera, poiché lo aveva acquisito per volontà di Maria Brignole Sale, fervente orleanista. Lo splendido palazzo senatorio, anche grazie alla ricchezza di arredi e di decorazioni, è ora destinato ad uso pubblico: è infatti sede della Prefettura bolognese.