Bologna, Via Val d'Aposa: Oratorio dello Spirito Santo, particolare della facciata
Bologna, Via Val d'Aposa: Oratorio dello Spirito Santo, particolare della facciata
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BRI 02390; BRI 02391
Categoria:
Notizie storico artistiche
Datazione
Luogo della ripresa
Bologna
Luogo e anno di edizione
Bologna, primo decennio sec XX°
Stampatore
Data della ripresa
dopo il 1893
Timbro di spedizione (Luogo e data)
Bologna, 1907 (inv. BRI 02391)
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
cartolina postale
Misure immagine (in cm; hxb)
14x9
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
Sul recto, sotto l'immagine, è scritto: "Bologna - Chiesa dello Spirito Santo - Dettaglio della facciata". Il nome dell'editore è leggibile in basso a sinistra, preceduto dal n. 1496. L'esemplare inv. BRI 02391 è viaggiato da Bologna verso Torino. Il timbro di spedizione risale al 1907.
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Bologna, Via Val d'Aposa: Oratorio dello Spirito Santo, particolare della facciata
Bibliografia
"Le Collezioni d'Arte della Cassa di Risparmio in Bologna. Le fotografie. 1 Pietro Poppi e la Fotografia dell'Emilia" a cura di Franco Cristofori e Giancarlo Roversi", Bologna, Tip. Compositori, 1980, rep. 1057.
Note
Il piccolo edificio sacro era conosciuto anche come Santa Maria dei Celestini. Furono infatti i Padri Celestini del vicino monastero di San Giovanni Battista che ne decisero la costruzione tra il 1481 e il 1497. In quella posizione, si trovava la struttura di una porta della seconda cerchia muraria e ancora prima il teatro romano. La chiesa iniziò ad essere chiamata col titolo di Spirito Santo dal nome della omonima confraternita che vi aveva stabilito la propria sede. Tipica costruzione dell'architettura bolognese di fine Quattrocento, è caratterizzata dalla bellissima facciata rivestita in cotto, con quattro lesene inframmezzate da due finestre. La Confraternita di cui sopra fu soppressa nel 1798 e sia il complesso che quanto in esso contenuto passarono allo Stato. Tra il 1892 e il 1893, dopo un lungo periodo di abbandono, l'oratorio fu sottoposto ad un primo restauro a cura di Alfonso Rubbiani. E' degli anni Sessanta del Novecento l'ultimo intervento di conservazione.