Campo Santo. Monumento Zambeccari
Campo Santo. Monumento Zambeccari
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324
Categoria:
Notizie storico artistiche
Datazione
Luogo della ripresa
Bologna
Data della ripresa
1879 ante
Oggetto
Negativo
Materia e tecnica
collodio/vetro
Misure immagine (in cm; hxb)
27x20,9
Indicazione di colore
B/N
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Bologna - Chiese - S. Francesco (già Cimitero della Certosa) - Scultura - Monumenti sepolcrali - Monumento Zambeccari
Bibliografia
Catalogue de la Photographie de l’Emilia de Pietro Poppi peintre-photographe, Bologna, Tipografia Fava e Garagnani, 1879; Franco Cristofori, Giancarlo Roversi, a cura di, Pietro Poppi e la Fotografia dell’Emilia, Bologna, Cassa di Risparmio in Bologna, 1980; Giuseppina Benessati, Angela Tromellini, Fotografia & Fotografi a Bologna, 1839-1900, Casalecchio di Reno, Grafis, 1992; Franca Varignana, Pietro Poppi “Peintre-Photographe” in Andrea Emiliani, Italo Zannier, a cura di, Il tempo dell'immagine: fotografi e società a Bologna 1880-1980, Torino, SEAT, 1993, pp. 55-70; Fabio Marangoni, Pietro Poppi (1833-1914) fotografo bolognese dell’Ottocento, tesi di laurea in Storia dell’Arte Contemporanea, Università degli studi di Bologna, relatore Stefano Susinno, a.a. 1998/1999; "Museo Virtuale della Certosa" in http://certosa.cineca.it/chiostro/eventi.php?ID=487
Note
Il Cimitero della Certosa è uno dei primi soggetti trattati da Pietro Poppi, presente già nel primo catalogo a stampa del 1871 con 33 riprese tra vedute e monumenti. La numerazione delle lastre è però differente: il soggetto della lastra in esame al 1871 riporta il numero 228, e solo a partire dal catalogo 1879 diventa definitivamente 324.
La datazione generica ante 1879 deriva proprio dall'incertezza che si tratti della stessa lastra rinumerata o di una ripresa successiva. Il negativo al collodio indirizza verso la prima ipotesi.
Sepolcro di Alessandro Zambeccari, poi diventato tomba di famiglia, realizzato nel 1571 da Lazzaro Casario nella chiesa di S. Francesco. La tomba nel 1813 venne trasferita alla Certosa dove rimase fino al 1926 quando la discendente Laura Bevilacqua Ariosti ottenne di farla trasferire di nuovo in S. Francesco.
La datazione generica ante 1879 deriva proprio dall'incertezza che si tratti della stessa lastra rinumerata o di una ripresa successiva. Il negativo al collodio indirizza verso la prima ipotesi.
Sepolcro di Alessandro Zambeccari, poi diventato tomba di famiglia, realizzato nel 1571 da Lazzaro Casario nella chiesa di S. Francesco. La tomba nel 1813 venne trasferita alla Certosa dove rimase fino al 1926 quando la discendente Laura Bevilacqua Ariosti ottenne di farla trasferire di nuovo in S. Francesco.