Carlo Gajani - Senza titolo - olio su tela - s.d.

60f6ddcc3c12a10007f19931

Carlo Gajani - Senza titolo - olio su tela - s.d.

Inventario
FF 2598-005

Notizie storico artistiche

Datazione
Oggetto
Negativo
Materia e tecnica
gelatina bromuro d'argento/ vetro
Misure immagine (in cm; hxb)
24x18
Indicazione di colore
B/N
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Arte - Pittura - Pittura a olio - Artisti - Pittori - Gaiani, Carlo
Bibliografia
Frisoni Cinzia (a cura di), Bologna s'industria. La rinascita economica dal secondo dopoguerra agli anni '80 nelle immagini dell'archivio Fototecnica, Santarcangelo di Romagna, 2019; Casarin Chiara (a cura di), Carlo Gajani, 1929-2009, Bologna, 2010; sull'autore si veda la pagina http://www.fondazionecarlogajani.it/it/carlo-gajani/
Note
Carlo Gaiani (Bazzano,1929-2009) dopo aver conseguito la laurea in medicina rinuncia alla professione di medico per fare l'artista. Quando inizia la sua carriera si affida alla pittura, ma in modo poco tradizionale segnando e incidendo la superficie abbracciando ancora l'nformale che andava esaurendo la sua portata rivoluzionaria. I primi dipinti risentono della mancata professione medica e propongono schermi per radiografie, e “la varia diavoleria utensilistica che si incontra comunemente in un gabinetto medico” (Barilli, 2009), nella stagione informale il soggetto che domina la scena è spesso il feto, un embrione replicato. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Bologna, nella cattedra di Anatomia artistica. Espone in mostre personali a Bologna (Galleria la Scaletta, tempere e disegni 1959 - Galleria 2000, incisioni 1963 - Galleria De Foscherari, oli e incisioni 1965), mentre la prima uscita a livello internazionale è la Biennale di Venezia del 1964 con incisioni abitate da mostri dell’inconscio, ben presto abbandonate. La sua arte si sviluppa e si evolve
inglobando grafica, fotografia e sperimentazione. All'inizio degli anni Ottanta si congeda definitivamente dalla pittura affidandosi unicamente al mezzo fotografico. Il fondo Fototecnica conserva tre scatole relative all'artista, tutte legate alla sua produzione pittorica e incisoria dei primissimi anni Sessanta.