Casalecchio di Reno (Bo), in sosta davanti all'Albergo Reno

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Casalecchio di Reno (Bo), in sosta davanti all'Albergo Reno

Notizie storico artistiche

Luogo della ripresa
Casalecchio di Reno (Bo)
Data della ripresa
primo decennio sec. XX°
Oggetto
Positivo
Misure immagine (in cm; hxb)
10,2x14,5
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
Nel verso, in alto a sinistra, è scritto: "Casalecchio di Reno". Al centro compare il timbro dell'Archivio di Foto Camera, Bologna
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Casalecchio di Reno (Bo), in sosta davanti all'Albergo Reno
Note
Casalecchio di Reno, nelle immediate vicinanze di Bologna è nota soprattutto per l'imponente Chiusa del canale di Reno. Per secoli la località fu strettamente legata alle vicende storiche bolognesi, divenendo spesso campo di battaglia e quindi di razzia dei vari eserciti.
Dalla seconda metà del Cinquecento, in seguito ad una ripresa produttiva, nacquero ville, oratori, chiese e si intensificarono le coltivazioni dei poderi. Casalecchio divenne uno dei territori più ricercati e ammirati del contado, proprio grazie alle ville circondate da suggestivi parchi e ricchi giardini. Verso la fine del XIX secolo, la rivoluzione industriale determinò la trasformazione e l'incremento di fabbriche, opifici, vie di comunicazione e mezzi di trasporto. Non ultimo, Casalecchio divenne meta di turismo estivo. Molti e variegati erano dunque i luoghi d'incontro: locande, osterie, caffè, trattorie e perfino tre eleganti alberghi. Professionisti, industriali e commercianti bolognesi vi mandavano le loro famiglie, che potevano facilmente raggiungere la sera, senza dover abbandonare la loro attività in città. Uno di questi hotel era l'Albergo Reno, che derivava dal ristorante "Nuovo Calza" o "Calza Nuovo" (da non confondersi con il "Calza Vecchio"). La famiglia Calza era stata infatti la prima a gestire l'osteria di antiche origini e il nome si è tramandato negli anni nonostante i diversi cambi di proprietà. L'hotel davanti a cui sostano le persone ritratte in questa fotografia era noto anche come "l'albergo degli aristocratici" per via delle personalità di riguardo che lo frequentavano. Tra gli ospiti, infatti, vi furono: il poeta Giosuè Carducci, i cantanti lirici Aureliano Pertile e Toti Dal Monte, il commediografo Alfredo Testoni, il pittore e illustratore Augusto Majani (meglio conosciuto come Nasìca) e perfino Guglielmo Marconi. L'edificio aveva un bel parco che sul retro scendeva fino al fiume e nel quale si tenevano feste da ballo ed intrattenimenti di varia natura. In questo giardino tutti gli anni si svolgeva inoltre la tradizionale "Festa dei Villeggianti", con tanto di spettacoli pirotecnici rimasti famosi nel tempo. Purtroppo, durante la Seconda Guerra Mondiale, il complesso -vanto della Belle Époque- subì danni irreparabili e non fu più ricostruito. Attualmente, al suo posto, sorge un moderno palazzo.