Casalecchio di Reno (BO), Via Mazzini

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Casalecchio di Reno (BO), Via Mazzini

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Inventario
BRI / BO PROVINCIA 278
Autore

Notizie storico artistiche

Luogo della ripresa
Casalecchio di Reno (BO)
Luogo e anno di edizione
Casalecchio di Reno (Bo), s.d.
Data della ripresa
Anni Trenta sec. XX°
Timbro di spedizione (Luogo e data)
Casalecchio di Reno (Bo), 4.3.1944
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
cartolina postale
Orientamento
orizzontale
Misure immagine (in cm; hxb)
10,5x15
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
Viaggiata da Bologna a Ozzano dell'Emilia. Datata 4 marzo 1944 e spedita il giorno stesso. Il mittente ha scritto un messaggio talmente lungo da occupare anche parte del recto. Sul verso, sotto l'indicazione della destinazione, il prof. Brighetti ha aggiunto a mano: "Verso levante".
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Casalecchio di Reno (BO), Via Mazzini
Bibliografia
(1)"Casalecchio di Reno. Il profumo del tempo. Trentadue immagini tra Otto e Novecento", Cassa di Risparmio di Imola, 1991; (2) Vincenzo Paioli, "Saluti da Casalecchio di Reno. Fatti luoghi e personaggi del suo passato". Bologna, Ponte Nuovo Editrice, 1996, p. 278
Note
Casalecchio di Reno, nelle immediate vicinanze di Bologna è nota soprattutto per l'imponente Chiusa del canale di Reno. Per secoli la località fu strettamente legata alle vicende storiche bolognesi, divenendo spesso campo di battaglia e quindi di razzia dei vari eserciti. Dalla seconda metà del Cinquecento, in seguito ad una ripresa produttiva, nacquero ville, oratori, chiese e si intensificarono le coltivazioni dei poderi. Casalecchio divenne uno dei territori più ricercati e ammirati del contado, proprio grazie alle ville circondate da suggestivi parchi e ricchi giardini. Verso la fine del XIX secolo, la rivoluzione industriale determinò la trasformazione e l'incremento di fabbriche, opifici, vie di comunicazione e mezzi di trasporto. Non ultimo, Casalecchio divenne meta di turismo estivo. Molti e variegati erano dunque i luoghi d'incontro: locande, osterie, caffè, trattorie e perfino tre eleganti alberghi. Professionisti, industriali e commercianti bolognesi vi mandavano le loro famiglie, che potevano facilmente raggiungere la sera, senza dover abbandonare la loro attività in città. La seconda guerra mondiale portò a una quasi totale distruzione del paese: Casalecchio fu infatti una delle città emiliane più toccate dai bombardamenti: ne subì oltre quaranta. Il periodo della ricostruzione fu intenso e richiese il coinvolgimento di tutti i settori dell'economia, in particolare il settore dell'edilizia per la riedificazione di case e fabbriche, aspetto che si rivelò il vero traino della ripresa economica. La nuova vita di Casalecchio fece registrare un notevole tasso di incremento di popolazione, tanto da superare quello di Bologna. La cartolina documenta la strada denominata via Mazzini negli anni Trenta. Oltrepassato il ponte e lasciato sul lato sinistro il cancello dell'albergo Brunetti, iniziava appunto la via Mazzini, che altro non era che un tratto di via Porrettana.