Castel San Pietro - Ombrellificio Sassi - Tavolino e sedie da giardino in metallo laccato

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Castel San Pietro - Ombrellificio Sassi - Tavolino e sedie da giardino in metallo laccato

Inventario
FF 3548-126

Notizie storico artistiche

Data della ripresa
1966 ca.
Oggetto
Negativo
Materia e tecnica
gelatina bromuro d'argento/ vetro
Misure immagine (in cm; hxb)
18x24
Indicazione di colore
B/N
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Mobili - Mobili da giardino - Ombrellificio Sassi - Sedie - Tavoli
Bibliografia
Pezzella Letizia, Fototecnica Artigiana e Fototecnica Bolognese. Industria, artigianato e commercio nel fondo fotografico del Museo del Patrimonio industriale, in "Scuola officina", n. 2, luglio-dicembre 2007, pp. 4-7; Bologna 1937-1987. Cinquant'anni di vita economica, a cura di Fabio Gobbo, Bologna, 1987; Dall'ombrellone al mattone: come cambia Castello, Castel San Pietro Terme dal 3 al 23 dicembre 2005, mostra curata da Dario Tabellini.
Note
L’Ombrellificio Sassi è stato attivo a Castel San Pietro Terme dalla sua fondazione nel 1888 fino a pochi anni fa. Attorno agli anni '40 era considerato il più grande e moderno ombrellificio d’Europa ed ha contribuito con la sua vitalità a segnare la storia dell’intera comunità castellana. Molti abitanti del paese, soprattutto donne, furono impiegate nell'azienda e le donne stesse sono le protagoniste di dure lotte salariali: "Nel 1935, le operaie dell'Ombrellificio Sassi scesero in lotta rivendicando aumenti delle paghe e pervennero alla piena vittoria in quanto le tariffe passarono da £. 0,40 orarie a £. 0,80 e da £. 0,60 a £. 1,20." (Storia e Memoria di Bologna). Durante la guerra venne trasferita in quella sede la Manifattura Tabacchi di Bologna. L'Ombrellificio è stato parte integrante della vita di Castel San Pietro. Dopo la chiusura della fabbrica nella zona denominata Ex Area Sassi è sorto un nuovo complesso residenziale. Il servizio comprende in massima parte mobili da giardino in ferro laccato: tavolino con quattro sedie in metallo. La cronologia delle riprese deriva dalla data di un fumetto presente in una delle immagini (1966).