Castenaso (BO), Opere Parrocchiali "Giovanni XXIII"

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Castenaso (BO), Opere Parrocchiali "Giovanni XXIII"

Inventario
BRI / BO PROVINCIA 612
Autore:
Categoria:

Notizie storico artistiche

Luogo della ripresa
Castenaso (BO)
Luogo e anno di edizione
Bologna, s.d.
Data della ripresa
Anni Sessanta sec. XX°
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
cartolina postale
Orientamento
orizzontale
Misure immagine (in cm; hxb)
10,5x15
Indicazione di colore
colore
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Castenaso (BO), Opere Parrocchiali "Giovanni XXIII"
Note
La località documentata dalla cartolina è Castenaso, paese oggi compreso nella città metropolitana di Bologna. Il nome Castenaso parrebbe derivare dal latino "Castrum Nasicae", a ricordo della battaglia che vide il console Publio Cornelio Scipione Nasica sconfiggere i Galli Boi nel 190 e nel 189 a.C., attestando la presenza romana sul territorio. I primi insediamenti, tuttavia, risalgono al momento della civiltà villanoviana (il termine villanoviano deriva dall'omonima frazione di Castenaso in cui aveva sede il podere del conte Giovanni Gozzadini -personaggio autorevole del panorama archeologico e culturale bolognese della fine dell'Ottocento- in cui emerse una necropoli dell'Età del Ferro). Dal Basso Medioevo fino all'inizio del XIX° secolo, Castenaso rimase un abitato agricolo caratterizzato da un insediamento rurale sparso e da un piccolo nucleo aggregativo. L'insediamento rurale di cui sopra era costituito da ville padronali, come quella del citato Gozzadini, dove le proprietà terriere venivano gestite da coloni, generalmente mezzadri, le cui abitazioni sono ancora oggi ben visibili. Alla fine dell'Ottocento Castenaso iniziò seppure lentamente ad acquisire una propria identità politica e sociale. Si costituì il Comune, sorsero le prime associazioni culturali e sindacali, i movimenti politici socialisti e cattolici e le prime cooperative dei lavoratori. Solo per ricordarne alcune: quella dell'escavazione della ghiaia dell'Idice, quella del polverificio di Marano, la Casa del Popolo. Nel periodo finale della seconda guerra mondiale (1945) il paese fu quasi completamente distrutto da un terribile bombardamento. Attualmente è un centro ricco di numerose ed eterogenee attività produttive.