"Così si gioca solo in Paradiso"

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"Così si gioca solo in Paradiso"

N° Inventario
BRI / BOLOGNA F.C. 147
Autore:
Categoria:

Notizie storico artistiche

Oggetto
Positivo
Misure immagine (in cm; hxb)
15x10,5
Indicazione di colore
colore
Iscrizioni
Sul verso del positivo sono elencati tutti i dettagli relativi alla mostra intitolata, appunto, "Così si gioca solo in Paradiso" / Immagini e cimeli per ritrovare il Bologna..."che tremare il mondo fa", allestita presso la Sala Borsa del Comune di Bologna tra il 20 febbraio e il 27 marzo 2004, in occasione del cinquantesimo anniversario della vincita dell'ultimo scudetto della squadra di calcio cittadina.
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
"Così si gioca solo in Paradiso"
Note
Le fotografie contrassegnate con la serie inventariale BRI / BOLOGNA F.C. fanno parte di una vasta documentazione di immagini relative alla squadra di calcio cittadina. Tale documentazione fu raccolta dal prof. Antonio Brighetti per il suo sterminato archivio sulla storia della città. Le fotografie riguardano i diversi campi sui quali il Bologna Football Club ha giocato, i calciatori e le squadre che si sono succedute dal 1909 fino ad un più recente passato. Molti sono anche i documenti archivistici, che però saranno sottoposti a diversa e successiva catalogazione. Il Bologna Foot Ball Club nacque ufficialmente il 3 ottobre 1909, presso la birreria Ronzani in via Spaderie, come sezione "per le esercitazioni di sport in campo aperto" del Circolo Turistico Bolognese, presieduto dal Cavalier Sandoni. Fu eletto Presidente Louis Rauch, un odontoiatra svizzero. Arrigo Gradi ebbe la nomina a capitano. Fu lui a introdurre la maglia rossa e blu, mutuandola dal collegio svizzero di Schonberg a Rossbach, dove era stato studente. L'iniziativa di fondare una squadra di football inglese era stata di Emilio Arnstein, un giovane di origine boema arrivato a Bologna l'anno prima. Nel 1964 il Bologna F.C., allenato da Fulvio Bernardini, conquistò lo scudetto a distanza di ventitre anni dall'ultima affermazione. La squadra emiliana raggiunse il primato in solitaria alla ventesima giornata. Nei primi giorni di marzo, però, la FIGC emise un comunicato in cui dichiarava che cinque giocatori del Bologna F.C. erano risultati positivi ai controlli anti-doping effettuati il 2 febbraio (dopo Bologna-Torino) e la società fu punita con la sconfitta a tavolino e la detrazione di un punto, per una penalizzazione totale di tre punti. In maggio, in seguito all'effettuazione di ulteriori controlli, la sentenza venne annullata.
Nel frattempo, le vicende del campo avevano visto l'Inter di Helenio Herrera vincere lo scontro diretto in casa petroniana e raggiungere il primo posto. Al termine delle trentaquattro giornate di campionato, Bologna e Inter risultarono pertanto entrambe prime a 54 punti. A questo punto, per la prima ed unica volta nella storia del campionato, si decise che il tricolore venisse assegnato tramite uno spareggio. La Federazione designò come campo neutro l'Olimpico di Roma, fissando la gara per domenica 7 giugno.
Il Bologna vinse l'incontro per 2-0, sconfiggendo un'Inter che si era da poco laureata campione d'Europa e dedicando il titolo alla memoria di Renato Dall'Ara, il mitico presidente scomparso quattro giorni prima, a causa di un infarto. Al suo funerale -oltretutto- non poterono essere presenti i giocatori poiché la Federazione decise di non rinviare la partita.