Crocifisso ligneo di scuola romanico francese - sec. XII - Collezione Marini

60f6ddcc3c12a10007f19e95

Crocifisso ligneo di scuola romanico francese - sec. XII - Collezione Marini

Inventario
FF 1065-400

Notizie storico artistiche

Data della ripresa
1956 ca.
Oggetto
Negativo
Materia e tecnica
gelatina bromuro d'argento/ vetro
Misure immagine (in cm; hxb)
24x18
Indicazione di colore
B/N
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Arte - Scultura - Opere d'arte - Scultori - Esposizioni - Collezionisti - Bassi, Arturo
Bibliografia
Centro Studi Piero della Frnacesca, Sculture lignee antiche, Arezzo, 1956; Mostra di sculture antiche dal XXV secolo avanti Cristo al XV secolo dopo Cristo, Arezzo, Centro studi Piero della Francesca,1958 (catalogo della mostra in Palazzo della Ragione, Bergamo, agosto-settembre 1958); Alloggio Federica - Saponaro Stefano, Il Centro Studi Piero della Francesca, in Concorso arti e lettere, II, 2008, pp. 57-81; Frisoni Cinzia (a cura di), Bologna s'industria. La rinascita economica dal secondo dopoguerra agli anni '80 nelle immagini dell'archivio Fototecnica, Santarcangelo di Romagna, 2019.

Note
Il fondo Fototecnica ospita numerose scatole che fanno riferimento alla figura di Arturo Bassi, scultore e studioso, direttore per un periodo del Centro Studi Piero della Francesca, consulente e mediatore nel commercio
di sculture. Molte delle immagini contenute in archivio sono riconducibili ad alcuni eventi espositivi svoltisi tra il 1956 e il 1958. In primo luogo la mostra di Sculture lignee antiche (Arezzo, 25 settembre - 30 ottobre 1956) poi replicata a Milano al Museo Poldi Pezzoli (giugno - luglio, 1957). A seguire l'esposizione bergamasca presso il Palazzo della Ragione tra agosto e settembre 1958, in cui furono proposte solo opere di collezione privata suddivise in sezioni: Arte egiziana, persiana e greco romana - Arte cinese e greco buddista - Arte romanico gotica rinascimentale. Nel dettaglio il crocifisso francese del XII secolo esposto alla mostra di Sculture lignee antiche di Arezzo (1956). L'opera è riconducibile alla collezione dello scultore Marino Marini. Un particolare del volto (FF_1065_396) è pubblicato nell'opuscolo esplicativo collegato all'esposizione, nell' immagine un dettaglio del panneggio.