Dozza (BO), Rocca Sforzesca: vedute

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Dozza (BO), Rocca Sforzesca: vedute

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Inventario
BRI / BO PROVINCIA 864
Autore

Notizie storico artistiche

Luogo della ripresa
Dozza (BO)
Luogo e anno di edizione
Terni, s.d.
Data della ripresa
Anni Settanta sec. XX° (?)
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
cartolina postale
Orientamento
orizzontale
Misure immagine (in cm; hxb)
10,3x14,7
Indicazione di colore
colore
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Dozza (BO), Rocca Sforzesca: vedute
Bibliografia
http://www.appenninoromagnolo.it/castelli/dozza.asp; http://www.emiliaromagnaturismo.it/it/localita/dozza-bo;
Note
Il borgo medievale di Dozza si trova a sud di Bologna, nelIe immediate vicinanze di Imola ed è posto sul crinale di una collina che domina la valle del fiume Sellustra e scende verso la via Emilia. Il suo centro storico, dalla caratteristica forma a fuso, conserva l’originale urbanistica medioevale e la imponente Rocca Sforzesca, posta nel punto più alto del paese, si armonizza perfettamente con il resto dell’abitato che segue il tracciato delle antiche mura. L'origine del nome viene ricondotto all'acqua: dallo stemma del Comune (un grifo che si abbevera) ai ritrovamenti di un antico acquedotto proveniente da Monte del Re. La cartolina documenta la Rocca Sforzesca, di cui si parla per la prima volta in documenti del XII° secolo, quando il castello era soggetto alla Chiesa imolese. Più volte oggetto di disputa tra Guelfi e Ghibellini bolognesi, nel 1412 divenne feudo degli Alidosi, che furono seguiti dai Riario. Nel 1488 alla morte di Girolamo Riario la rocca passò sotto il dominio della moglie Caterina Sforza, che nel 1494 provvide a farla fortificare. Tali fortificazioni nel 1499 consentirono al castello di resistere per un intero mese agli assalti di Cesare Borgia, prima di capitolare tornando così sotto il dominio della Chiesa. Nel 1529 papa Clemente VII la vendette al cardinale Lorenzo Campeggi e fu sotto il controllo di quest'ultima famiglia che l'edificio si trasformò gradualmente in palazzo signorile.
Estintasi nel 1728 la stirpe dei Campeggi, la costruzione passò per eredità a Francesca Maria Campeggi, moglie di Matteo Malvezzi, trasferendo così i diritti a quest'ultima famiglia che assunse il doppio cognome Campeggi-Malvezzi.
Il fabbricato restò di proprietà di questa casata fino al 1960, anno in cui fu acquistata dal comune di Dozza.