Giuseppe Ferrari - Figura che cammina - 1973

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Giuseppe Ferrari - Figura che cammina - 1973

Inventario
FF 4398-012

Notizie storico artistiche

Datazione
Oggetto
Negativo
Materia e tecnica
gelatina bromuro d'argento/ vetro
Misure immagine (in cm; hxb)
24x18
Indicazione di colore
B/N
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Arte - Pittura - Pittura astratta - Artisti - Pittori - Ferrari, Giusppe
Bibliografia
Cerritelli Claudio, Giuseppe Ferrari. Opere 1946-2003, Bologna, 2005; Figure nascoste: l'arte di Giuseppe Ferrari, introduzione e cura di Michela Scolaro, Bologna, 2010; Arcangeli Francesco, Una mostra personale del pittore Giuseppe Ferrari, Milano, Galleria del Milione, 1961; Frisoni Cinzia (a cura di), Bologna s'industria. La rinascita economica dal secondo dopoguerra agli anni '80 nelle immagini dell'archivio Fototecnica, Santarcangelo di Romagna, 2019.
Note
Giuseppe Ferrari (Bologna,1921-2011) intraprende subito gli studi artistici, allievo di Giorgio Morandi e Giovanni Romagnoli all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Espone per la prima volta nel 1954 alla Galleria La Bussola di Torino: "Dieci pittori bolognesi presentati da Francesco Arcangeli". Lascia il naturalismo iniziale per immergersi nella pittura informale. Nel 1960 Maurizio Calvesi presenta Ferrari in una mostra personale alla Galleria Il Cancello di Bologna. Nel novembre del 1961 Francesco Arcangeli lo propone in un’ampia mostra alla Galleria Il Milione di Milano. Partecipa a mostre nazionali vincendo numerosi premi. È invitato alla XXXII Biennale di Venezia. Inizia il suo progressivo allontanamento dall'Informale. Espone per la prima volta le opere del periodo 1964-1966 alla IX Quadriennale di Roma e in seguito alla mostra Arte contemporanea in Emilia-Romagna, Bologna, 1966. Lontano dalla pittura per diversi anni a causa di problemi di salute, riprende nel suo ultimo periodo una rilettura della figurazione. Nell'aprile del 1975, alla Galleria La Loggia di Bologna, Flavio Caroli lo presenta in una mostra personale con opere dal 1971 al 1975. Nel fondo Fototecnica sono rimaste due scatole relative all'artista (del periodo informale e dell'ultima fase neo figurativa), da collegarsi alle pubblicazioni editoriali, sempre corredate da immagini in bianco e nero, così come era consuetudine fino alla fine degli anni '70.