I protagonisti del caso Murri-Bonmartini

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I protagonisti del caso Murri-Bonmartini

Inventario
BRI 01696, BRI 01697
Autore:
Categoria:

Notizie storico artistiche

Luogo e anno di edizione
Bologna, s.d.
Timbro di spedizione (Luogo e data)
Bologna, 27.9.1902
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
cartolina postale
Misure immagine (in cm; hxb)
9x14
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
Entrambi gli esemplari risultano viaggiati: il primo da Bologna ad una località non meglio specificata e il secondo da Bologna a Catania. L'unico di cui si riesce a leggere il timbro postale è quello contrassegnato dal n. inv. BRI 01697: 27.9.1902.
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
I protagonisti del caso Murri-Bonmartini
Note
Da un articolo di Daniela Schiavina pubblicato su https://genusbononiaeblog.it: "Il 2 settembre 1902, Bologna divenne la protagonista di uno dei casi giudiziari più famosi del Novecento. In un’elegante palazzina di via Mazzini 39 fu scoperto il cadavere di Francesco Bonmartini, genero del prof. Augusto Murri, illustre clinico, medico di Casa Reale.
A fine agosto Bonmartini aveva lasciato Venezia, dove era in vacanza con la moglie Linda (figlia del professore) per tornare a Bologna. Dopo qualche giorno, i vicini chiamarono il prof. Murri per avvertirlo del cattivo odore che si sprigionava dall’appartamento. Così, si rinvenne il corpo. La polizia iniziò le indagini. Il conte era stato ucciso con un’arma da taglio: il movente era da far risalire ad una rapina, visto lo stato in cui si trovava la casa.
Qualche giorno dopo, tuttavia, lo stesso prof. Murri accusò il figlio Tullio dell’omicidio. In città successe un pandemonio: Tullio Murri era conosciuto come direttore del periodico socialista “La Squilla” ed era consigliere provinciale del PSI.
I giornali cattolici presero la palla al balzo ed iniziarono una campagna contro il razionalismo laico e il socialismo. Il processo cominciò e, dopo qualche tempo, fu trasferito da Bologna a Torino. Tullio fu riconosciuto colpevole, seppure con la complicità della sorella Linda e di altri personaggi “minori”. Il re concesse la grazia a Linda, che riottenne la libertà dopo un breve periodo. Tullio uscì dal carcere nel 1919".