Lavino di Zola Predosa (BO), Villa Garagnani

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Lavino di Zola Predosa (BO), Villa Garagnani

Inventario
BRI / BO PROVINCIA 2546
Autore:
Categoria:

Notizie storico artistiche

Luogo della ripresa
Lavino di Zola Predosa (BO)
Luogo e anno di edizione
Bologna, s.d.
Data della ripresa
Anni Sessanta sec. XX° (?)
Timbro di spedizione (Luogo e data)
Zola Predosa (BO), 23.8.1962
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
cartolina postale
Orientamento
orizzontale
Misure immagine (in cm; hxb)
10,3x14,7
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
La cartolina è viaggiata da Zola Predosa a Bologna. Il timbro di spedizione risale al 23.8.1962.
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Lavino di Zola Predosa (BO), Villa Garagnani
Bibliografia
https://www.comune.zolapredosa.bo.it/;
http://discoveryappennino.eu/it/le-tappe/zola-predosa-villa-edvige-garagnani/

Note
Zola Predosa è un moderno centro industriale e agricolo, posto a 12 Km di distanza dal centro di Bologna. Appartiene all'Area Metropolitana bolognese e confina con Bologna, Casalecchio di Reno, Sasso Marconi, Monte San Pietro, Crespellano e Anzola Emilia. Il tessuto produttivo alimenta uno tra i più importanti distretti industriali della provincia di Bologna, sia per numero di aziende - molte delle quali sono protagoniste riconosciute sia sul mercato nazionale che su quello internazionale - sia per la qualità dei prodotti, in molti casi di alta tecnologia e specializzazione.
Molto articolato il tessuto sociale, con la presenza di una estesa gamma di soggetti rientranti nell'ambito associazionistico, nei diversi settori culturale, sociale, sportivo.
La frazione di Lavino prende il nome dal torrente dell'Appennino bolognese principale affluente, da destra, del fiume Samoggia.
Costruita nella seconda metà del Settecento, Villa Edvige Garagnani, rappresenta uno degli elementi architettonici ed ambientali più significativi del territorio.
L'edificio sorge dove in origine si trovava la proprietà agricola denominata “delle Donzelle”, appartenente ai monaci olivetani di San Michele in Bosco; in seguito alle soppressioni napoleoniche la tenuta fu comprata dalla famiglia Pancaldi.
In epoca non precisata venne edificata l’attuale villa inglobando un edificio preesistente. La loggia passante è decorata ad affresco con motivi a trompe l’oeil e scene paesistiche alla boschereccia, attribuiti ad un artista della scuola di Antonio Basoli.