Menini quél di Bignè

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Menini quél di Bignè

Inventario
BRI 00480; BRI 00481
Categoria:

Notizie storico artistiche

Luogo e anno di edizione
Bologna, 1901
Stampatore
Timbro di spedizione (Luogo e data)
Bologna Ferrovia, 15.6.1901
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
cartolina postale
Orientamento
verticale
Misure immagine (in cm; hxb)
14x9
Indicazione di colore
b/n viraggio seppia
Iscrizioni
Sul recto: in alto al centro "Menini quél di bignè"; sotto l'immagine: "a sòn què snurein, bignè!"
Sul bordo di sinistra in verticale sono riportati il nome dell'editore e il luogo e l'anno di edizione.
L'esemplare BRI 00481 è viaggiato da Bologna a Zandvoort (Holland). Spedito il 15.6.1901 e ricevuto il 17.6.1901
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Menini, il venditore di bignè
Bibliografia
(1) Alberto Menarini, "Bologna dialettale. Parole Frasi Modi Etimologie", Bologna, Arti Grafiche Tamari, 1978; (2) Franco Cristofori, "Bologna. Immagini e vita tra Ottocento e Novecento", Bologna, Alfa, 1978, p. 229 (collezione Fiumani); (3) Alessandro Molinari Pradelli, "La cucina di Bologna", Roma, Newton Periodici, 1991, vol. 3, pag. 762 .
Note
Franco Cristofori nel suo volume "Bologna. Immagini e vita tra Ottocento e Novecento" (1978) riporta una gustosa descrizione del Menini tratta da un libro di Augusto Morelli, "Entra se hai sete". Ricordi bolognesi di un bettoliere poeta" (Bologna, 1954). Poi, a sua volta, così lo descrive: "Menini, detto quel di bignè, era un venditore di focacce inzuccherate e talvolta inzaccherate, che appunto in un francese non controllato chiamava bignè".
Tale eccentrico personaggio, dal grosso naso paonazzo, girovagava per Bologna con una paniera allungata contenente la sua "merce" poggiata su un trabiccolo a due ruote. Spesso veniva preso in giro dai ragazzi di strada ed era anche noto alle forze dell'ordine. Finì in galera per avere accoltellato un uomo, colpevole -secondo lui- di aver causato la sua rovina economica.