Pieve di Casio (Castel di Casio), borghetto "Pradale": il "travai"

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Pieve di Casio (Castel di Casio), borghetto "Pradale": il "travai"

Notizie storico artistiche

Luogo della ripresa
Pieve di Casio (Castel di Casio)
Data della ripresa
1968
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
stampa su carta
Misure immagine (in cm; hxb)
18x24
Misure negativo (in cm; hxb)
lastra 10x15; negativo 6x7
Indicazione di colore
b/n
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Pieve di Casio (Castel di Casio), borghetto "Pradale": il "travai"
Bibliografia
Luigi Fantini, "Antichi edifici della montagna bolognese", Bologna, Alfa, 1971, vol. II/440, pag. 305
Note
Castel di Casio è situato ad un'altezza di 532 metri sul livello del mare, nella pittoresca ed elegante Valle del Limentra di Treppio, affluente del fiume Reno. Dominio romano poi anche feudo di Matilde di Canossa, dopo alterne vicende rientrò nei possedimenti bolognesi. Conquistato allo stato pontificio, fu annesso al Regno d'Italia nel 1860. Il borghetto "Pradale" conserva antiche, tipiche case con caratteristiche finestrine. In questa fotografia, scattata il 24 aprile 1968, Luigi Fantini ci ha tramandato una sorta di apparecchio di sicurezza utilizzato per ferrare i bovini. Generalmente era posto nelle immediate vicinanze delle botteghe dei fabbri per immobilizzare -con l'aiuto di corde o cinghie- gli animali addetti ai lavori campestri. A questi ultimi, infatti, venivano applicati appositi chiodi all'unghia per evitare che si potessero ferire con i frammenti di rocce presenti nei terreni agricoli appenninici.