Processo Murri-Bonmartini - Avv. Tullio Murri

60f6db2a3c12a10007f16c7f

Processo Murri-Bonmartini - Avv. Tullio Murri

 Genera il pdf
Inventario
BRI 01683
Autore
Categoria:

Notizie storico artistiche

Luogo e anno di edizione
Roma, 1905 (?)
Stampatore
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
cartolina postale
Misure immagine (in cm; hxb)
14x9
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
La cartolina fa parte di una serie pubblicata in occasione del processo Murri-Bonmartini. Sul bordo inferiore si legge il n. 3.
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Processo Murri-Bonmartini - Avv. Tullio Murri
Note
Da un articolo di Daniela Schiavina pubblicato su https://genusbononiaeblog.it: "Il 2 settembre 1902, Bologna divenne la protagonista di uno dei casi giudiziari più famosi del Novecento. In un’elegante palazzina di via Mazzini 39 fu scoperto il cadavere di Francesco Bonmartini, genero del prof. Augusto Murri, illustre clinico, medico di Casa Reale.
A fine agosto Bonmartini aveva lasciato Venezia, dove era in vacanza con la moglie Linda (figlia del professore) per tornare a Bologna. Dopo qualche giorno, i vicini chiamarono il prof. Murri per avvertirlo del cattivo odore che si sprigionava dall’appartamento. Così, si rinvenne il corpo. La polizia iniziò le indagini. Il conte era stato ucciso con un’arma da taglio: il movente era da far risalire ad una rapina, visto lo stato in cui si trovava la casa.
Qualche giorno dopo, tuttavia, lo stesso prof. Murri accusò il figlio Tullio dell’omicidio. In città successe un pandemonio: Tullio Murri era conosciuto come direttore del periodico socialista “La Squilla” ed era consigliere provinciale del PSI.
I giornali cattolici presero la palla al balzo ed iniziarono una campagna contro il razionalismo laico e il socialismo. Il processo cominciò e, dopo qualche tempo, fu trasferito da Bologna a Torino. Tullio fu riconosciuto colpevole, seppure con la complicità della sorella Linda e di altri personaggi “minori”. Il re concesse la grazia a Linda, che riottenne la libertà dopo un breve periodo. Tullio uscì dal carcere nel 1919". Tullio Murri, figlio secondogenito del professor Augusto, nacque nel 1873. Venne pesantemente coinvolto nella vicenda sopra riportata e condannato a trent'anni. Ne scontò diciassette e in carcere scrisse varie opere, romanzi e un libro-inchiesta, "Galera", che fu apprezzato in Italia e all'estero. Si sposò ed ebbe una figlia: Gianna. Morì nel 1930 due anni prima del padre.